Le pensioni dei manager pubblici italiani subiranno un taglio per effetto del tetto fissato dal Governo Renzi alle retribuzioni. Il limite di 240 mila euro all’anno per i dirigenti della Pa e delle società partecipate, infatti, andrà ad incidere direttamente sull’importo degli assegni pensionistici, modificandoli in diminuzione.

La precisazione è contenuta nella circolare dell’Inps numero 153 dello 24 dello scorso 24 agosto che spiega gli effetti dell’adozione delvalore massimo degli stipendi di manager derivante dal Decreto legge numero 66 del 2014, poi convertito nella legge numero 66 del 2014.

Pensioni manager pubblici: limite retribuzioni e pensioni spiegato nella circolare Inps

Proprio in tale legge viene fissato il limite di 240 mila euro annuali, al pari di quanto percepito dal Presidente della Corte di Cassazione, come tetto massimo già a partire dall’1 maggio dello scorso anno da chiunque percepisca retribuzioni dalle finanze pubbliche.

E, di conseguenza, l’ente previdenziale sottolinea che, proprio in applicazione delle riduzioni di stipendio operate dall’articolo 13 del Dl 66 del 2014, gli stessi importi pensionistici subiscano una revisione al ribasso in rapporto ai contributi maturati a partire dal Primo maggio 2014.

Pertanto, gli importi pensionistici andranno ricalcolati considerando il livello di retribuzione più basso.

Trattamenti pensionistici manager pubblici: calcolo passo passo per verifica taglio

In tal senso, la circolare dell’Inpscontiene anche un esempio dimostrativo, prendendo in esame il caso di un dirigente pubblico che cessi dal servizio il 31 ottobre 2014 con 43 anni di anzianità, ovvero 516 mesi di lavoro.

L’anzianità contributiva prima del taglio stabilito dal Dl 66/2014 al 30 aprile 2014 risultava essere di 42 anni e sei mesi, ovvero 510 mesi.

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Pensioni Pubblica Amministrazione

L’anzianità contributiva nel periodo compreso dal 1° maggio al 31 ottobre 2014 (pari a sei mesi) deve essere ricalcolata tenendo presente del tetto massimo. E, quindi, la formula da applicare è questa: [(311.658,53 euro X 510 mesi) + (240 mila euro X 6 mesi)] diviso 516 è uguale a 310.825,29 che rappresenta lo stipendio da usare per la quota A pensionistica.

Naturalmente maggiore sarà il periodo di lavoro successivo al 1/05/2014, più notevole sarà l’incidenza della determinazione del tetto massimo.

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