Secondo il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini,  durante un' intervista rilasciata negli studi del 'Messaggero', il Governo italiano è stato il primo ad aver aumentato lo stipendio ai docenti ma non è dello stesso parere il presidente dell'Anief (Associazione sindacale professionale), Marcello Pacifico, che ribadisce che si tratta solo di un bluff dato che,  il decreto legislativo 150/9, sostiene che l'incremento in busta paga può avvenire solo sulla base del merito, come accade nel settore privato e ciò è confermato dalla recente riforma legge n.107 del 2015.

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I 200 milioni di euro stanziati dal Governo sarebbero quindi destinati ai docenti in base alle loro performance professionali e non a tutti gli insegnanti in base ad anzianità di servizio, come sarebbe giusto.

Dalla fine di settembre 45 euro in busta paga per i docenti

Per quello che riguarda i 45 euro in più in busta paga che, sempre secondo il ministro Giannini, gli insegnanti si ritroverebbero a partire dalla fine di settembre, altro non sono che i 500 euro annui che verranno depositati sulla card degli insegnanti per autofinanziarsi corsi di formazione ed aggiornamenti, acquistare libri e riviste sempre inerenti all'insegnamento, hardware e software e che quindi non hanno niente a che vedere con incrementi contrattuali e l'adeguamento delle buste paga all'aumento del costo della vita.

 In Italia gli stipendi dei docenti sono stati superati di 4 punti dall'inflazione essendo aumentati, a partire dal 2005, solo del 4/5 per cento ogni anno.

Pacifico: impugnare il blocco stipendiale per superare il problema

Marcello Pacifico sostiene inoltre che il problema dei blocchi stipendiali non va superato solamente tramite accordi ma quello che è necessario fare è impugnare il blocco stipendiale,  come è indicato nella recente sentenza n.178 della Consulta che riguarda l'inammissibilità del blocco degli stipendi per i lavoratori del pubblico impiego.

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L'Anief, in base a questa sentenza,  ha quindi fatto ricorso in tribunale per venire incontro a tutti i lavoratori del pubblico impiego affinché ognuno di loro possa recuperare circa 8 mila euro di arretrati che il Governo deve impegnarsi a restituire.