Il nuovo sussidio Inps di disoccupazione denominato Naspi ha un metodo di calcolo e dei requisiti diversirispetto ai suoi predecessori. Fra i requisiti vengono richieste anche 30 giornate di lavoro effettivo svolto negli ultimi 12 mesi precedenti l'inizio della disoccupazione (non quindi riferite all'anno solare). Oggi vedremo come si calcola l'importo Naspi e anche come calcolare queste 30 giornate di lavoro effettivo, scoprendo quali periodi particolari possono essere inclusi.

Il calcolo di Naspi, la disoccupazione Inps 2015

La base utilizzata dall'Inps per il calcolo del sussidio di disoccupazione Naspi è la retribuzione imponibile degli ultimi quattro anni. Questo importo va diviso per il numero delle settimane di contributi e in seguito moltiplicato per un coefficiente fisso, che è stato stabilito in 4,33. L'assegno mensile che si percepirà nei primi mesi corrisponde al 75% di questo importo.

Se l'importo del calcolo dovesse eccedere i 1.195 euro, per la parte in eccedenza verrà corrisposto solo il 25%. La soglia massima di Naspi è di 1.300 euro. Da 4° mese in poi, l'assegno verrà ridotto del 3% ogni mese, fino alla conclusione del periodo indennizzabile. Scopri anche come si perde il sussidio.

Il calcolo delle 30 giornate di lavoro effettivo

Per lavoro effettivo si intende i giorni in cui si è stati presenti a lavoro, indipendentemente dalle ore (vedi codice S, nel flusso mensile UniEmens).

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Vi sono eventi però, che possono verificarsi nel corso dei dodici mesi presi in considerazione, che ampliano il periodo di 12 mesi all’interno del quale va cercato il requisito dei 30 giorni. Questi sono:

  • malattie e infortuni sul lavoro (sia con integrazione della retribuzione, che senza);

  • CIG e CIGS con sospensione dell’attività a 0 ore;

  • assenza per permessi e congedo fruito dal lavoratore che per legge ha il requisito per prestare assistenza ad un parente convivente con handicap gravi;

  • lavori all’estero in Stati che non sono convenzionati;aspettative per cariche sindacali o pubbliche;

  • assenze dal lavoro per maternità obbligatorie, purché prima sia già stata versata o dovuta contribuzione,

  • assenze per periodi di congedo parentale, indennizzati e avvenuti in costanza di rapporto di lavoro.

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