Lasegretaria confederale della Cgil in una nota stampa è un 'fiume in piena' per quanto concerne le modifiche da attuare nel nostro sistema pensionistico italiano. La riforma Pensioni, secondo Lamonica,va necessariamente rivista in Legge di Stabilità, perchésonoancoratroppi i nodi irrisolti e molti i pensionandi in attesa di risposte certe dal Governo circa il loro destino previdenziale. In prima linea vi sono le lavoratrici donne e gli esodati, entrambe le categorie pensavano di vedere risolte le loro questioni (ripristino termini di legge 243/2004 e settima salvaguardia) moltoprima della LDS.

Nulla di fatto per ora, le lavoratrici temono che arriverà prima la risposta del ricorso presentato al Tar del Lazio che sarà chiamato a pronunciarsi entro il prossimo 6 ottobre. Se così fosse, dicono le lavoratricisarebbe certamente una 'situazione di comodo ' per il Governo che non si assumerebbe anzitempo alcuna responsabilità sulla questione. Lamonica, dal canto suo, sottolinea non solo l'importanza di concedere l'opzione donna fino al 31/12/2015, ma ritiene altresì che questa opportunità dovrebbe essere prorogata anche oltre.

Si tratta, dice la segretaria della Cgil, in molti casi di '"una scelta dolorosa, ma indispensabile per molte lavoratrici". Che sono costrette ad optare per l'assegno contributivo per poter raggiungere il diritto alla pensione.

Opzione donna al 2015 e proroga fino al 2018: Lamonica 'necessario dire sì a questa scelta dolorosa'

Le lavoratrici donne, si legge nella nota stampa riportata anche sulla pagina ufficiale della Cgil, sono state quelle maggiormente penalizzate dal brusco aumento dell'età pensionabile insito nella Riforma Fornero, legato all'aumento della speranza di vita.

Molte di loro continuano ad inseguire i requisiti richiesti, avendo carriere discontinuespesso determinate dal ruolo di 'caregiver' che impedisce una conciliazione 'piena' famiglia e lavoro. Per questa ragione, molte hanno optato o vorrebbero optare per l'opzione donna seppur consapevoli dell'assegno decisamente più magro. Una scelta sì"dolorosa ",come dice Lamonica, "ma per molte indispensabile. Si pensi a quante sono disoccupate con difficoltà di ricollocazione o a quante sono costrette a fare ' i salti mortali' per accudire genitori o figli disabili.

La pensione non può e non deve essere un "miraggio", dice Lamonica, vistoche per molte si è allontanata di 10 anni. La Cgil, precisala segretaria confederale, ritiene fondamentale da un lato ripristinare la legge 243/2004 concedendo l' opzione donna fino al 31/12/2015 edall'altro consentire, come diverse proposte di legge già richiedono, la proroga almeno fino al 2018. Tanti anche gli uomini, si pensi solo agli iscritti al gruppo facebook 'opzione donna estesa agli uomini', che reclamano la stessa libertà di scelta, ossia poter accedere alla pensione anticipata a partire dai 57 anni più 35 di contributi versati.

Cosa accadrà nella prossima LDS è presto per dirlo, non resta che attendere le prossime mosse del Governo. Anche se ultimamente l'esecutivo si è pronunciato solo in merito ad un eventuale 'nuova opzione donna' dal 2016( 62/63 anni +35 di contributi con un taglio del 10%) che per nulla ha soddisfatto le lavoratrici. Non si può dicono, a parità di contributi versati, dover comunque restare al lavoro 4/5 anni in più, si tratterebbe non di una proroga del regime sperimentale originario, ma dell'ennesima 'beffa' .

.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!