Le ultime novità in merito all'infuocato tema delle Pensioni anticipate giungono dalle recenti dichiarazioni rilasciate da Tito Boeri. Parole che hanno fatto indignare i lavoratori precoci che ne uscirebbero chiaramente molto danneggiati. Il numero uno dell'Inps ha asserito che, per concedere una maggiore flessibilità e ristabilire una certa uguaglianza 'pensionistica' tra i generi, sarebbe molto importante pensare ad un meccanismo basato unicamente sull'età anagrafica e che non tenga in considerazione gli anni di contributi versati.

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Possibile solo immaginare lo sdegno e la rabbia dei lavoratori precoci che stanno lottando, da tempo ormai, per poter accedere alla quiescenza attraverso la quota 41. Ossia, l'esatto opposto di quanto ipotizzato dal professore Tito Boeri. La quota 41 insita nel Ddl 857 consentirebbe per l'appunto l'accesso alla quiescenza a tutti coloro che nell'arco della propria vita hanno già versato 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica del richiedente. Eccovi nel dettaglio le ultime dichiarazioni del numero uno dell'Inps.

Ultime pensione anticipata, novità Boeri: ok flessibilità considerando unicamente requisito anagrafico 

"L'età deve essere il fattore che decide e non l'anzianità contributiva", così il presidente dell'Inps parla di flessibilità intervenendo all'audizione di fronte alla Commissione Lavoro della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'impatto in termini di genere della normativa previdenziale.

I lavoratori precoci dopo aver letto queste dichiarazioni e dunque la nuova idea di flessibilità ipotizzata da Tito Boeri, si sono sentiti 'gelare il sangue' nelle vene.

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Se davvero si prendesse unicamente in considerazione il requisito anagrafico, che ne sarebbe, si chiedono furiosi, di quanti essendo andati a lavorare in giovane età hanno già alle spalle 40/41 anni di contributi?  Per loro, dunque, anziché aprirsi una speranza in Legge di Stabilità, se mai venisse presa ancora in considerazione la proposta di flessibilità Damiano-Barretta, si andrebbe verso il 'baratro' più totale. Già, perché se il requisito per poter accedere anticipatamente alla pensione dovesse essere l'età, per molti di loro, ancora anagraficamente giovani, vorrebbe dire continuare a lavorare per altri 2/3/4 anni per poter accedere all'uscita anticipata a partire dai 62.

Possibile, si chiedono esausti dal continuo 'balletto' di dichiarazioni quotidiane, che non ci si renda conto che si sta giocando con la vita delle persone? Servono, protestano a gran voce su Fb, misure ad hoc. I contributi fin qui versati sono pur sempre soldi che lo Stato ha incassato, dunque, dicono i pensionandi, confrontandosi sulla pagina ufficiale Fb 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti', o vengono tenuti considerazione quando si parla di flessibilità o devono essere resi ai lavoratori.

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