Il Governo Renzi riapre la partita sulle pensioni anticipate a patto che i conti dello Stato rimangano in equilibrio. Nel dossier flessibilità che sarà la base della discussione della prossima Legge di Stabilità, si cercano possibili soluzioni, compatibili con i doveri di bilancio, per riformare le Pensioni e tornare a proporre l'uscita dal lavoro prima della maturazione dei requisiti di età e di contributi versati previsti per la pensione di vecchiaia dalla Legge Fornero

Ma non tutte le situazioni avranno la stessa priorità: il primo obiettivo è quello di salvaguardare i contribuenti rimasti senza lavoro.

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E poi si parla di rinnovo dell'opzione donna. Il Messaggero di oggi, 21 settembre 2015, spiega le quattro ipotesi di pensione flessibile allo studio del Governo.

Pensioni anticipate, ultime news al 21 settembre: ipotesi prestito pensionistico e opzione donna

Per chi è rimasto senza lavoro, l'ipotesi è quella di assicurare un reddito minimo di circa 800 euro mensili. Lo strumento in discussione è il prestito pensionistico, ovvero una forma di anticipazione di somme di denaro a favore di coloro che perdono il lavoro e si trovano in prossimità dell'età della pensione.

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Una volta esaurite le altre forme di sostegno del reddito, al contribuente si darà la possibilità di poter disporre di 700 o di 800 euro mensili per 2 o 3 anni, in attesa di andare in pensione di vecchiaia, situazione che poi imporrà all'interessato l'obbligo di restituire, in maniera graduale, il prestito percepito. Per le donne lavoratrici, invece, si sta studiando la conferma anche per il 2016 dell'"opzione donna", in scadenza alla fine di quest'anno.

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Pensioni Matteo Renzi

L'opzione consente alle donne che abbiano già compiuto i 57 anni, purché in presenza di almeno 35 anni di versamenti di contributi, la possibilità di andare in pensione prima. Tuttavia, la misura garantirebbe il "costo zero" per il bilancio statale solo se la pensione dell'interessata venisse ricalcolata interamente con il metodo contributivo. Ma, in tal modo, la penalizzazione per la donna si aggirerebbe intorno al 25-30%.

 

Ultime riforma pensioni, 'uscita mobile dei lavoratori' e salvaguardia per gli esodati

Troppo costosa è, invece, l'uscita mobile dei lavoratori: la proposta Damiano-Baretta della pensione anticipata a partire dai 62 anni con il 2% di penalizzazione per ciascun anno che manca per la pensione di vecchiaia è giudicata troppo onerosa per lo Stato. Si pensa, piuttosto, ad un taglio più corposo, del 3-3,5 per cento all'anno, ma questa possibilità potrebbe essere riservata solo a determinate categorie di lavoratori in difficoltà e solo per un periodo di due, massimo tre, anni.

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Infine, si sta valutando la possibilità della settima salvaguardia per gli esodati. Finora, una spesa di 9 miliardi di euro ha permesso a 120 mila contribuenti che avevano lasciato il lavoro o ne avevano programmato l'uscita anticipata a determinate condizioni, ma poi raggirati dalla riforma Fornero, di poter avere un reddito. Ora si discute di impiegare i fondi non ancora utilizzati per le 6 salvaguardie precedenti, a favore dei 50 mila (secondo i sindacati) esodati senza reddito.

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