Le ultime notizie al 3 settembre sul fronte pensione anticipata continuano ad essere molte e talvolta nebulose, quel che inizia ad essere certo è che vi sono le intenzioni politiche di rimettere mani al sistema pensionistico italiano. Ma ancora non è dato di sapere quale prezzo dovranno pagare i lavoratori per poter uscire prima dal mondo del lavoro. Molti gli esponenti politici di spicco che, nelle ultime settimane, si sono confrontati sullo scottante tema riforma Pensioni e molte le proposte di flessibilità ventilate.

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Le posizioni sono differenti, si passa da Morando e Treu che sarebbero propensi ad una riforma 'a costo zero o quasi', a Tito Boeri che propone il ricalcolo contributivo dell'assegno, per giungere a Damiano e Poletti che affermano che le 'penalizzazioni dovranno essere sostenibili per i lavoratori'.

Novità pensione anticipata uomini e donne: Damiano pronto a compromessi? 

La riforma delle pensioni ci sarà, assicura Poletti intervistato dal Corriere della Sera, dicendo, si tratta di 'un tema ineludibile'.

Quel che resta da comprendere è se l'impatto economico peserà sui futuri pensionati, sullo Stato o se si cercheranno soluzioni intermedie. Cesare Damiano in una nota, visibile integralmente sul profilo Facebook dell'onorevole, si dice pronto ad un confronto serio col Governo, il fine è quello di arrivare a soluzioni interessanti per i lavoratori. Si potrebbe pensare, precisa il Presidente della Commissione Lavoro, anche a soluzioni intermedie, meno costose per lo Stato. Vediamo, ora, in dettaglio la 'nuova' proposta di Cesare Damiano riguardante le penalizzazioni da applicare a quanti optassero per la pensione anticipata.

'Si possono trovare soluzioni anche meno costose - scrive Cesare Damiano nel suo lungo post - ad esempio differenziando la penalizzazione: del 2% fino ai 1.500 euro mensili, del 3% al di sopra di tale cifra'.

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'L'importante precisa, aperto ad un confronto costruttivo col Governo Renzi, 'è non pretendere penalizzazioni troppo pesanti che non eserciterebbero nessuna attrazione nei confronti dei lavoratori'.

Si andrà verso questa soluzione intermedia o si opterà per penalizzazioni più pesanti? L'onorevole Damiano precisa che la base di partenza su cui confrontarsi resta la proposta presentata del PD in Commissione lavoro della Camera, il Ddl 857.

Voi cosa ne pensate? Il taglio crescente dal 2 al 3% in base alla pensione percepita potrebbe essere una valida soluzione per mettere tutti d'accordo?