"La legge Fornero va rivista con urgenza e per questo il Governo deve convocare velocemente i sindacati, per avviare il confronto sulla materia pensionistica". Sono le parole della sindacalista Annamaria Furlan in merito alla questione del nodo previdenziale, riguardante i tantissimi casi di lavoratori e disoccupati in età avanzata che non riescono ad accedere alla pensione a causa dei limiti dell'attuale regolamentazione. "Dopo mesi e mesi di annunci, il Governo deve convocare finalmente i sindacati" prosegue Furlan, "perché si cambi davvero quella legge".

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Ma la leader della Cisl ha puntato il dito anche contro le penalità che diversi membri dell'esecutivo hanno più volte citato, in relazione alla progettazione della flessibilità di pensionamento. In particolare, quest'ultime "devono essere digeribili, compatibili e congrue", visto che in caso differente la misura perderebbe di efficacia e rischierebbe di rimanere perlopiù inutilizzata dai lavoratori, nonostante l'esigenze di accedere all'Inps.

Pensioni con penalità, inaccettabile far pagare la flessibilità ai futuri pensionati

Sul delicato tema delle Pensioni anticipate e della flessibilità previdenziale è intervenuta in settimana anche la Uil, che ha definito come inaccettabile uno scenario nel quale i lavoratori si trovino ancora una volta ad essere penalizzati fortemente nell'accesso alla previdenza.

"Se è vero che la legge Fornero ha provocato iniquità e ingiustizie sociali, come ripetutamente affermato da esponenti dell'esecutivo, allora bisogna porvi rimedio sena unire al danno la beffa. Questo infatti significherebbe prevedere una flessibilità a costo zero o conteggiata con il metodo contributivo".

Nodo pensioni, per la Cgil bisogna cambiare la legge Fornero a partire dall'età pensionabile

Chiaro anche l'approccio della Cgil sull'apertura della previdenza alle esigenze dei lavoratori, che risulta in linea a quello degli altri sindacati: "bisogna cambiare la legge Fornero.

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Abbiamo avanzato con Cisl e Uil proposte, a partire dall'età pensionabile, così da creare spazi occupazionali per i giovani" ha spiegato Susanna Camusso durante un'intervista rilasciata per il Corriere della sera. "Andare in pensione a 67 anni non va bene e per certi lavori, come l'edilizia o i trasporti, è impossibile" prosegue la sindacalista, sottolineando che l'impatto dell'irrigidimento dei requisiti di accesso all'Inps non si è avuto solo per i lavoratori in età avanzata, ma anche per i giovani.

D'altra parte, negli ultimi quattro anni il tasso di disoccupazione giovanile è cresciuto fino a superare il livello del 40%, mentre gli over 55enni devono affrontare il rischio di finire in povertà. 

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