L'estate è quasi finita, la discussione sulla legge di Stabilità 2016 è in dirittura d'arrivo, ma non sono state ancora definite le proposte ufficiale del Governo Renzi sulla tanto attesa riforma Pensioni dopo le promesse sull'introduzione di nuovi criteri flex di uscita dal lavoro per l'accesso in anticipo al trattamento pensionistico. A preoccupare non poco le organizzazioni sindacali e la minoranza del Partito democratico sono le proposte del presidente dell'Inps Tito Boeri e del vice ministro dell'Economia e della Finanze Enrico Morando secondo i quali l'inserimento di nuove forme di pensione anticipata sarà sostenibile solo con il calcolo contributivo che prevede sostanzialmente decurtazioni sugli assegni previdenziali fino al 30% e non necessariamente sulle pensioni d'oro.

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Pensione anticipata, la minoranza Pd boccia le proposte di Morando e Boeri

Torna a farsi sentire oggi sulla riforma pensioni la voce del presidente della commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati. "Vanno evitati -ha sottolineato in una nota stampa Cesare Damiano - errori e improvvisazioni". Secondo il parlamentare della minoranza dem prima di discutere della nuova manovra economica e finanziaria targata Renzi si dovranno sciogliere i nodi legati alla settima salvaguardia degli esodati e alla proroga dell'Opzione contributivo donne.

Mentre nella legge di Stabilità 2016 è da affrontare la questione della flessibilità per i prepensionamenti che consentirebbe anche di creare le condizioni per nuove assunzioni di giovani ai quali la legge Fornero, innalzando drasticamente l'età pensionabile, ha di fatto chiuso l'accesso al mondo del lavoro. "Non sono proponibili - ha detto senza tanti giri di parole Cesare Damiano - le tesi di Morando e di Boeri". Il vice ministro all'Economia propone sostanzialmente la flessibilità in uscita a costo zero per le casse dello Stato e quindi con significative penalizzazioni sugli assegni previdenziali.

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Mentre il presidente dell'Inps propone di ricalcolare le pensioni con il sistema contributivo. "Due ipotesi che si equivalgono - ha detto il parlamentare di 'Sinistra è cambiamento' - e che portano a un taglio del 30% della pensione".

Riforma delle pensioni, ecco le tre proposte di Damiano per la flessibilità

Damiano invece rilancia le proposte della minoranza Pd che prevedono la pensione d'anzianità con 41 anni di contributi previdenziali oppure il prepensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi e l'8% di penalità sul trattamento pensionistico.

Ma la minoranza del Pd è pronta anche a una ulteriore mediazione con differenzazioni sulle penalità che potrebbero essere "del 2% - ha detto Damiano - fino ai 1500 euro mensili, del 3% al di sopra di questa cifra". Il rischio da scongiurare, secondo l'area minoritaria del Pd, è quello di inserire ancora una volta gravi penalizzazioni sulle pensioni ai danni lavoratori come di fatto è avvenuto con la legge Fornero che però è riuscita a salvaguardare la finanza pubblica evitando all'Italia nel 2011 di precipitare in una situazione difficile come quella che sta attraversando oggi la Grecia.

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