In questi giorni, il presidente dell'Istituto Nazionale della a Previdenza Sociale, Tito Boeri, è in visita a Pechino e, in un'intervista pubblicata dal Sole 24Ore mette in evidenza il suo pensiero relativamente alla riforma del sistema previdenziale. La presenza in Cina del numero uno Inps è dovuta al lancio del progetto cofinanziato dallo stato cinese e dall'Unione Europea che mira a riformare il sistema di protezione sociale. Le sue intenzioni sono proprio quelle di modificare la previdenza cinese. Peccato che non riesca a fare la stessa cosa con quella italiana.

Probabilmente, la legge Fornero rimarrà in vigore sino al 2018

In Italia le modifiche da apportare alla legge Fornero, l'attuale riforma che è stata approvata nel 2011 ed entrata in vigore nel 2012, ancora 'sono in alto mare' e, probabilmente, dovremo accettare questa normativa previdenziale fino al 2018. Infatti, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non ha intenzione di modificare la legge utilizzando coperture economiche a carico dello Stato. Così, dato che Boeri non riesce ad intervenire nel proprio Paese, cerca di farlo in Asia. 'L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale è un ente previdenziale di riferimento in ambito europeo', queste le parole del leader Inps.

Boeri ha intenzione di esportare il nostre sistema previdenziale in quello cinese

La vera intenzione di Boeri è quella di esportare la struttura del nostro ente previdenziale nel medesimo sistema cinese. 'Molti sono gli elementi che si possono condividere. L'apparato pensionistico della Cina è in continua evoluzione e cerca di raggiungere platee più vaste.

La copertura previdenziale delle persone che lavorano nel settore urbano è vicina al 60 percento mentre c'è ancora molto da fare nel settore rurale. Noi, possiamo fornire ai cinesi un supporto sotto molti aspetti: dalla rete informatica alla gestione dei flussi', specifica Tito Boeri. Quest'ultimo vorrebbe, inoltre, introdurre anche il modello ISEE nel sistema fiscale cinese.

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