Era tutto pronto, saremmo partiti ad aprile. Poi cadde il governo e non se ne fece nulla’: ad esprimersi in questi termini è stato l’ex ministro del lavoro Enrico Giovannini intervistato da Il Corriere della Sera in merito alla manovra di riforma del sistema previdenziale in via di definizione presso le Aule di Montecitorio. L’allora ministro del governo Letta ha rivelato come la venuta di Renzi coincise con uno stop dei lavori e dunque con un nulla di fatto.

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Le ultime news sulle pensioni aggiornate ad oggi 26 settembre si rifanno dunque alla manovra che l’Esecutivo Letta aveva ormai pronta, con l’ipotesi del prestito INPS che stava per prendere forma. Tornando al presente, sullo sfondo permangono ancora le solite dichiarazioni dei sindacati che continuano a fare fronte comune contro la tanto vituperata Legge Fornero che nella giornata di ieri Mario Monti non ha esitato a definire ‘salvifica per tutta l’Italia’. Intanto la Legge di Stabilità si avvicina e le mosse del governo paiono tutt’altro che definite.

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News pensioni oggi 26 settembre: la manovra era pronta poi arrivò Renzi, parla Giovannini, ministro del lavoro all’epoca del governo Letta

Qual’era la manovra che l’Esecutivo Letta stava allestendo? ‘Per il primo anno avevamo previsto una soglia massima di uscite anticipate, 25mila circa, avrebbe abbandonato l’impiego chi al massimo era a tre anni dalla pensione’ ha dichiarato Giovannini, che ha poi proseguito facendo riferimento alla somma che sarebbe arrivata in prestito ai lavoratori prima di maturare il diritto al pensionamento.

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Pensioni Matteo Renzi

Pensavamo a 750-800 euro netti che poi ognuno avrebbe restituito una volta andato in pensione’. L’ipotesi in definitiva era quella di costruire una sorte di ponte previdenziale che consentisse a chi lasciava prima il lavoro ma non era ancora ‘pronto’ per la quiescenza di avere comunque a disposizione una fonte reddituale. Una sorta di paracadute previdenziale dunque ‘che Bruxelles avrebbe comunque dovuto approvare’ si affretta a ricordare Giovannini.

Il governo in carica prima di quello Renzi pensò anche al contributivo, ‘ma l’ipotesi fu scartata perché si temeva fosse incostituzionale’. Le ultime news sulla riforma pensioni aggiornate ad oggi 26 settembre si rifanno allora a quello che sarebbe potuto essere ma alla fine non è stato. Sono passati svariati mesi dall’insediamento del premier Renzi che non ha mai riportato in cima all’agenda politica la questione previdenziale andando per converso a rilegarla nel dimenticatoio della politica.

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Notizie pensioni oggi 26 settembre: i sindacati attaccano, fronte comune contro la Fornero ma è la Consulta che ha dato la spinta decisiva

‘Se l’idea del Governo è veramente quella di intervenire sulle Pensioni in maniera decisa e senza penalizzazioni troppo onerose per i cittadini allora noi siamo d`accordo: ci piace l’ipotesi di un’uscita anticipata delle donne per neutralizzare lo scalino in arrivo nel settore privato previsto dalla Legge Fornero’ ha dichiarato il segretario generale della Confederazione libere associazioni artigiane italiane Marco Accornero.

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Più duro invece l’intervento del segretario di Prc Paolo Ferrero che in materia di pensioni non ha dubbi: ‘La prima cosa da fare è abrogare la riforma ForneroL’innalzamento fino a oltre sei anni dell’età per la pensione è insostenibile per chi è al lavoro e lo è altrettanto per i giovani'. Una riforma quella Fornero che ieri Mario Monti, premier all’epoca della promulgazione della legge, ha difeso a spada tratta: ‘Un giorno gli italiani ringrazieranno Elsa’. Insomma tutti uniti contro un provvedimento che all’epoca è stato comunque votato all’unanimità. Riavvolgendo il nastro ci si accorge che in effetti è stata la sentenza della Consulta, che ha ordinato il famoso rimborso per i pensionati, a far partire il meccanismo di lotta contro una legge che per un po’ era rimasta in sordina. Tacitamente accettata da tutti e sommessamente appoggiata da chi oggi gli si scaglia contro.

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