Claudio Ardizio, coordinatore nazionale Comitato esodati e precoci d'Italia, risponde così alle nostre ultime domande, che riguardano lo stato d'animo del gruppo e lo spirito che ha portato esodati ed il Comitato Opzione donna ad unire le forze per rivendicare i propri diritti. Eccovi le sue parole che ben identificano l'amarezza ed il desiderio di giustizia che accomuna i due gruppi. Ricordiamo, per chi fosse interessato, che anche Orietta Armiliato si è prestata, con la solita disponibilità che la contraddistingue, a concederci un'intervista esclusiva narrandoci le prossime iniziative delle lavoratrici

Ultime aggiornamenti esodati al 12/9: Claudio Ardenzio risponde alle nostre domande

Qui trovate le domande della prima parte dell'intervista, proseguiamo con le altre.

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- Se dovesse esprimere con 2 aggettivi lo stato d'animo del gruppo in questo momento quale utilizzerebbe?

Siamo adirati, furibondi e stupiti (dalla primavera a all'estate tutti da Poletti ai parlamentari a dire faremo una 7° salvaguardia) : mentre adesso vediamo un Ministero che non rispetta le leggi e con un "simil colpo di Stato" deruba le leggi (non rispetta il Parlamento che legifera la 228) e gli esodati reclamano giustizia e la testa di qualche ministro e dirigente MEF e RGS.

- Abbiamo visto su Fb che il gruppo esodati d'italia e le iscritte al Comitato Opzione Donna hanno deciso di unire le forze per 'marciare su Roma'.

Nonostante lottiate per due cause diverse, cosa vi accomuna?

Ottenere giustizia per entrambi: anche al Comitato Opzione Donna viene fatto uno sgarro. Le risorse per oltre 1 miliardo ci sono nella legge istitutiva del 2004 e sono destinate a quello scopo - anche qui il MEF da ladro tenta di derubare le donne che attendono il diritto di vedere usare quelle risorse per il diritto alla Opzione Donna fino al 31.12.2015, mentre il MEF limita tale possibilità alla decorrenza pensione. Cioè il diritto (il requisito) al 30 settembre 2014 per le donne dipendenti, 31 marzo 2014 per le autonome.

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E' una vigliaccata!

Non ci resta che sperare, aggiungiamo noi, che gli esodati e le donne ottengano la meritata giustizia e che il buon senso per una volta abbia la meglio. Si potrà finalmente parlare di buona politica?