Dopo la Legge di Stabilità proseguono incessantemente le polemiche di quanti sono rimasti esclusi. Tra questi certamente troviamo i lavoratori precoci che, nonostante tutto, nonhanno nessuna intenzione di arrendersi ed anzi sembrano ora muoversi al motto 'no quota 41, no voti al Pd'. Visto il grande fermento sulla questione previdenziale abbiamo deciso di intervistare Simonetti (Lega Nord). L'onorevolehainsistitosul fatto che si dovrebbe puntare sulla Quota 100 per tutti al fine di risolvere anche e soprattuttola spinosa questione dei precoci.

Eccovi quanto emerso nel corso dell'intervista.

Pensioni precoci ed esodati, novità al 18/10: Simonetti 'Quota 100 per tutti e più tutele'

- Si può dire soddisfatto delle misure varate in Legge di Stabilità o sul fronte previdenziale a suo avviso si sarebbe dovuto fare di più?

La stabilità 2016 contiene alcune misure "buone" (come il regime dei minimi per liberi professionisti e piccole imprese; esenzione IRAP; ecc), ma in materia di Pensioni si poteva fare molto di più. Innanzitutto non c'è alcuna revisione della legge Fornero, principale impedimento all'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Inoltre la previsione di una sorta di "prepensionamento attivo" per i lavoratori con più di 63 anni non è "uscita flessibile dal lavoro" come la intendevamo noi è come è al momento oggetto di esame e dibattito in Commissione lavoro (cioè re-introduzione di quote quale somma di età anagrafica e contributiva, al raggiungimento delle quali il lavoratore potrà andare in pensione). Il comma 2 dell'articolo 24 della bozza di DDL "circolante" prevede per coloro che hanno già 63 anni di età e gli mancano tre anni di lavoro prima di maturare il diritto a pensione la facoltà di optare per il part-time.

Al lavoratore saranno accreditati comunque tutti i contributi (che pagherà l'azienda) così da non avere riduzioni sull'importo pensionistico. Questa non è "flessibilità" nel senso di attenuazione delle rigidità introdotte dalla Fornero. Questa è una "trovata" a basso costo per lo Stato per far lavorare di meno chi è già "anziano", "stanco", e permettere l'ingresso al lavoro di giovani. Sempre che le aziende poi assumano.

Ma così il Governo scarica sulle aziende il costo del ricambio generazionale.

- I lavoratori precoci, completamente dimenticati dal Governo renzi annunciano battaglia. Stanno pensando di istituire un comitato per agire per vie legali, come fatto dalle lavoratrici donne. Il motto sul web pare essere divenuto 'no quota 41, no voto al Pd'. La Lega ha in serbo misure risolutive per questi lavoratori?

Ilavoratori precoci sono coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo e che oggi, per colpa della riforma Fornero che ha abrogato le pensioni di anzianità ed innalzato repentinamente l'età per accedere a quelle di vecchiaia, si ritrovano "bloccati" nell'accesso al pensionamento, pur avendo 42/43 anni di contributi lavorativi.

Ecco, per questi, il Governo non ha previsto alcunché, perchè altrimenti avrebbe dovuto metter mano alla legge Fornero ed è chiaro che non vuole farlo. La proposta della Lega è, per tutti, quella di un uscita flessibile con quota 100 quale somma di età anagrafica e contributiva; ma proprio per aiutare i c.d. "lavoratori precoci", a differenza della proposta Damiano che parte da un minimo di 62 anni di età e 35 di contributi, la nostra prevede un minimo di 58 anni di età e 42 anni di contributi senza nessuna penalizzazione

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