Il giorno fatale è ormai alle porte. Giovedì 15 ottobre il Consiglio dei Ministri approverà il disegno di legge di Stabilità, la legge finanziaria per l'anno 2016. Dietro ai numeri, si sa, si celano o si rivelano le volontà politiche di un Governo. E noi sappiamo, difatti se ne parla ormai da tanto tempo, che la legge di Stabilità regolamenterà anche il sistema pensionistico per gli anni a venire, o con riforme radicali o con piccoli mirati aggiustamenti, mantenendo sostanzialmente invariata l'ossatura della legge attualmente vigente e cioè la Fornero-Monti del dicembre 2011.

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Ecco le novità nella nuova legge di stabilità, solo esodati e donne e misure per la povertà

Tra le ultime novità di questi giorni, pare proprio che non vi saranno grossi sconvolgimenti né riforme strutturali. Le condizioni economiche del bilancio statale ancora non ci consentono “una controriforma” strutturale del sistema pensionistico normato dalla legge Fornero. I conti ce lo impediscono, l'Europa ce lo vieta. In tal senso vengono confermati un nuovo intervento per gli esodati (settima salvaguardia) e l’estensione ancora per quest’anno dell'opzione donna, cioè il meccanismo che consente alle donne di andare in pensione prima, ma con meno soldi, e di dedicarsi ai nipotini come lo stesso premier Matteo Renzi ha più volte ribadito.

Non sarà presa in considerazione, pertanto, la flessibilità per il pensionamento anticipato anche se con un assegno più basso: tale misura viene giudicata dai tecnici del Ministero dell'Economia troppo costoso. Accantonata anche l’ipotesi del prestito pensionistico, ciò che viene accreditato e dato per certo sono le misure per aiutare le famiglie con figli che vivono sotto la soglia di povertà. L'esecutivo dovrebbe mettere sul piatto un miliardo di euro, di cui 650 milioni come nuovi stanziamenti. Saranno privilegiate le famiglie che vivono sotto la soglia della povertà con figli minori a carico, con un Isee sotto i 3 mila euro.

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Novità  nella LDS: sperimentare la flessibilità con un tetto massimo di uscita

Pare però che sia al vaglio del Mef una misura sperimentale che va nella direzione della flessibilità in uscita dal lavoro ma con un tetto massimo di persone coinvolte per evitare sforamenti di spesa. Le Pensioni, quindi, da tema principale non sono più una novità da affrontare nella sua globalità ed in modo strutturale. Non ci saranno gli attesi, auspicati, invocati cambiamenti o interventi per i precoci come d'altra parte facevano intendere tutte le notizie dei giorni scorsi? Ma la minoranza dem, certamente più combattiva e progressista e sempre molto critica nei confronti delle politiche adottate dal premier Matteo Renzi, in questi ultimissimi giorni riuscirà ad incidere in sede di voto in aula?

Vedremo cosa accadrà in queste ore, alla ripresa dei lavori parlamentari nella prossima settimana a partire da lunedì 12 ottobre.

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