Oggi 1 ottobre possiamo effettivamente parlare di qualche novità sulla riforma pensioniche il governo Renzi sta elaborando: per la precisione ci sono notizie e aggiornamenti in merito alle situazioni esodati e alla pensione anticipata con penalizzazione (la flessibilità in uscita) per le quali ci sono nuove ipotesi di modifica collegate anche ad una nuova Opzione Donna; poi l'ipotesi di prestito pensionistico appare definitivamente tramontata (da notare che per mesi dal governo e dall'INPS si è detto che invece era attuabile).

Infine, dalla Commissione Lavoro giungono ulteriori news sulla settima salvaguardia esodati in elaborazione: purtroppo è stato stralciato l'emendamento relativo a lavoratori/lavoratrici quindicenni.

Ultime notizie pensioni 1 ottobre: pensione anticipata con penalità anche per risolvere le questioni esodati e Opzione Donna?

I tecnici dell'INPS e del governo (Ministero del Lavoro e Ministero dell'Economia) continuano la fase di studio e confronto su ciò che si potrà fare o meno per le problematiche più urgenti riconducibili al gran calderone della riforma Pensioni 2015/16.

Tenuto conto che la cifra massima di un miliardo di euro è quella si cui si fanno i calcoli (oltre al mezzo già stanziato per rimborsi e rivalutazione dovuti alla famosa sentenza della Corte Costituzionale sul blocco della rivalutazione), torna in auge la pensione anticipata a 63 anni di età con almeno 35 anni di contributi: per puntare al fatidico costo zero per lo Stato, ci dovrebbe essere unapenalizzazione del 4% sull'assegno mensile (il doppio della famosa proposta Damiano).

Con questa soluzione si pensa anche di risolvere il problema dei futuri esodati visto che i 35 anni di contributi appaiono una soglia adeguata a tutelare da fuoriuscite dal lavoro a pochi anni dalla pensione.

Dato che i vantaggi (nel senso di usufruibilità di questa flessibilità in uscita) sarebbero sopratutto per i lavoratori, visto che le donne lavoratrici hanno mediamente carriere lavorative e versamenti di contributi meno continuativi, per loro la soluzione sarebbe una nuova Opzione Donna ma non con ricalcolo contributivo, bensì con una penalità del 3%, requisiti minimi di accesso ancora 35 anni di contributi e 58 anni di età.

L'intervento riguarderebbe 30mila interessate circa, con costi bassi all'inizio ma crescenti fino a 2 miliardi totali entro il 2020.

Questi aggiornamenti sui lavori di studio relativi alla riforma pensioni sono recentissime, relativi al 29/30 settembre, e riportano anche il no definitivo al prestito pensionistico dato dai tecnici del governo: sembrava fosse l'idea più praticabile, per mesi si è detto che poteva essere un intervento finanziabile e in grado di risolvere almeno uno dei tanti problemi, ma niente da fare anche in questo senso.

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Settima salvaguardia esodati: niente interventi per i/le quindicenni ma sì per gli ante Fornero

La Commissione Lavoro continua la preparazione di un testo unico sulla settima salvaguardia esodati, il cosiddetto ddl Damiano-Gnecchi (entrambi esponenti del PD): nella votazione di ieri 30 settembrebocciati gli emendamenti a firma Lega Nord e M5S per inserire nel provvedimento la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici quindicenni (che hanno cioè lasciato il lavoro prima del 1992 con 15 anni di contributi), degli autorizzati ai contributi volontari entro il 31-12-92 e di chi ha svolto unlavoro saltuario o discontinuo.

Così commenta la stessa Maria Luisa Gnecchi (il PD ha votato per la cancellazione degli emendamenti): " [avrebbero introdotto]ulteriori limitazioni all'accesso al pensionamento per una categoria in favore della quale sarebbe preferibile intervenire con provvedimenti più generali, senza introdurre ulteriori sperequazioni tra platee diverse di lavoratrici".

Invece sì all'emendamento di Antonella Incerti (guarda caso del PD...)per estendere la salvaguardia ai lavoratori che raggiungono i requisiti per la pensione ante Fornero fino al 36° mese dalla data di scadenza dell'indennità di mobilità.

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