Con la Legge di Stabilità passata all’approvazione giovedì 15 ottobre scorso, si introducono nuove soglie di ricavi per le categorie delle partite Iva nel regime agevolato forfettario, introdotto dalla Manovra di un anno fa.

Dopo le controversie nate per le soglie dei ricavi troppo basse applicate per il 2015: infatti, il Governo Renzi ha rivisto al rialzo le soglie dei ricavi, aumentandole generalmente di 10 mila euro per tutte le categorie, ad eccezione dei professionisti per i quali il tetto massimo è elevato di 15 mila euro.

Partite Iva regime agevolato forfettario: ecco le nuove soglie di ricavi per il 2016

Per tutte le categorie rimarranno invariate, invece, le percentuali di redditività, necessarie per la determinazione del reddito da sottoporre all’imposta sostitutiva del 15 per cento. Queste, dunque, le nuove soglie di ricavi, pubblicate da Il Sole 24 ore:

1) Costruzioni, immobiliari: 25 mila euro, 86%;

2) Commercio (intermediari): 25.000, 62%;

3) Professionisti: 30.000, 78%;

4) Ambulante (altri prodotti): 30 mila euro, 54%;

5) Altre attività: 30 mila euro, 67%;

6) Ambulante alimentare: 40 mila euro, 40%;

7) Produzione alimenti e bevande: 45.000 euro, redditività 40%;

8) Commercio (ingrosso, dettaglio): 50 mila euro, redditività 40%;

9) Alloggio, ristorazione: 50 mila euro, 40%.

Regime dei minimi partita Iva: alle start up l’imposta del 5 per cento

Il regime dei minimi delle partite Iva sarà invece classificato come il regime delle Start up: chi inizia una nuova attività può scegliere di applicare l’imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di impresa. Restano immutate le condizioni di accesso al regime valide per il 2015 (l’attività non deve essere stata esercitata nei 3 anni precedenti e non deve essere prosecuzione di un lavoro svolto come dipendente o autonomo).

Aliquota contributiva Inps: per il 2016 sarà del 27%

Per il 2016 l’aliquota previdenziale per i professionisti iscritti alla gestione separata Inps sarà del 27%. E’ un intervento dell’ultima ora che impedisce l’innalzamento, previsto dal decreto “Milleproroghe”, al 28 per cento nel 2016, del 29 per cento nel 2017 e del 33 per cento nel 2018.

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