C'è chi ancora continua a sperare sulla riforma Pensioni, nonostante le dichiarazioni di Renzi abbiano sciolto ogni dubbio, che nuovi criteri più flessibili per l'accesso al pensionamento vengano inseriti nella manovra economica e finanziaria che il consiglio dei ministri si appresta a varare domani (giovedì 15 ottobre). I sindacati e i lavoratori, da nove giorni impegnati in sit-in davanti alle prefetture di diverse regioni italiane per chiedere la revisione della legge Fornero, non si accontentano della salvaguardia degli esodati e dell'estensione dell'opzione contributivo donna nella legge di Stabilità, continuano a stare col fiato sul collo del governo per reclamare nuove forme di pensione anticipata per tutti e senza penalità eccessive, come del resto prevede la risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza i cui impegni sono stati però disattesi dal Governo Renzi, non solo sulla riforma pensioni ma anche per quanto riguarda per esempio la spending review con particolare riferimento ai tagli nella sanità su cui si è registrato lo scontro tra Governo e Regioni.

Prepensionamenti per tutti nella Finanziaria, la Cisl ancora ci spera

"La Cisl auspica - ha scritto oggi in una nota il segretario confederale Maurizio Petriccioli - che il disegno di legge sulla Stabilità per il 2016 preveda una soluzione - ha sottolineato il dirigente sindacale - che reintroduca la flessibilità nell'accesso al pensionamento per la generalità dei lavoratori". Un'operazione che va "nell'interesse - ha proseguito - del mondo del lavoro, delle imprese e del Paese". La Cisl, così come le altre organizzazioni sindacali, contesta in particolare il fatto che con il drastico aumento dell'età pensionabile, la legge Fornero continua a bloccare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

"Le ingiustizie generate dalla legge Fornero sulle pensioni - ha sottolineato Petriccioli - sono sotto gli occhi di tutti. Problematiche che sono destinate ad aggravarsi - ha evidenziato il sindacalista - dato che dall'1 gennaio 2016 aumenteranno di ulteriori 4 mesi i requisiti anagrafici utili per l'accesso al pensionamento". Tra non molto, infatti, i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione d'anzianità saliranno a 66 e sette mesi per effetto dell'adeguamento in base all'aumento della speranza di vita rilevata dall'Istat.

La Cisl continua a sollecitare un "confronto immediato".

Bonus Poletti, depositato al Tar del Lazio il maxi ricorso del Codacons

Mentre i sindacati pressano perché vengano inserite le misure per la nuova pensione anticipata nella legge di bilancio. "Occorre individuare - ha aggiunto ancora Petriccioli - una soluzione complessiva che ripristini la flessibilità nell'accesso al pensionamento. Ma senza ridurre - ha sottolineato il dirigente sindacale - l'adeguatezza dei trattamenti pensionistici".

Intanto, sempre in tema di pensioni, il Codacons ha depositato ieri l'annunciato ricorso collettivo al Tar del Lazio per conto migliaia di pensionati residenti in diverse regioni italiane. Si chiede di annullare la circolare dell'Inps che recepisce il decreto del governo sulla reindicizzazione delle pensioni in base alla sentenza della Consulta. Si contesta, in particolare, quello che Renzi ha ribattezzato "Bonus Poletti" che, nei piani dell'esecutivo, soddisfa appieno, seppur con un rimborso una tantum parziale e non integrale, la sentenza dei giudici della Corte Costituzionale.

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