L’istituto della pensione, così com’è viene pensato in Italia e in Germania, è destinato a morire. A lanciare l’allarme il demografo Antonio Golini, stando al quale l’istituto previdenziale rischia di non poter più risultare ‘finanziariamente sostenibile’ a causa del generale e progressivo innalzamento della durata media della vita. Interessante ed allarmante ad un sol tempo, la tesi di Golini appare piuttosto semplice: le famiglie oggi non possono garantire da sole la sussistenza dei più anziani, non quando la pensione ‘vive più del pensionato grazie all’istituto della reversibilità’ ha sottolineato Golini così come riportato sull’edizione online de L’Espresso.

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Sistemi come quello italiano rischiano dunque il tracollo, uno scenario apocalittico e certo non di buon auspicio oggi che siamo alle soglie di una riforma della pensione anticipata voluta dal ministro Poletti, dal numero uno del MEF Padoan e dal premier Renzi. Un canovaccio da fine del mondo che certo non sembra ben augurante neanche pensando al caso Pensioni lavoratori precoci, con le ultime news aggiornate ad oggi 1 ottobre a sottolineare come non sia al momento allo studio una misura ad hoc da inserire in Legge di Stabilità.

E mentre Padoan difendeva il proprio operato tramite le ‘solite’ dichiarazioni, il presidente INPS Tito Boeri sbandierava con grande orgoglio la famosa ‘busta arancione’.

Notizie pensione anticipata Poletti e lavoratori precoci oggi 1-10: Renzi al bivio, Golini lancia l’allarme

Durata media della vita che si è allungata, reversibilità, iniquo rapporto fra le generazioni. Questi gli ingredienti alla base dell’analisi di Golini, stando al quale molto difficilmente l’istituto inventato da Otto Van Bismarck alla fine dell’800 potrà sopravvivere sul medio/lungo periodo.

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L’unica via sarebbe quella di prevedere una forma di controprestazione da doversi erogare da parte del pensionato. ‘Pensiamo all’assistenza agli anziani o ai malati’ ha concluso il noto demografo, la cui analisi si diceva non giunge in un momento felice. La riforma della pensione anticipata di Poletti e Renzi sta infatti proseguendo tra mille difficoltà: chiusi nelle stanze di Palazzo Chigi, il Premier e il ministro del lavoro - insieme a Padoan - stanno vagliando più ipotesi, su tutte la configurazione di un istituto che consenta di uscire a 62-63 anni a fronte di 35 anni di contributi e con penalizzazioni massime del 12-15%.

La misura dovrebbe però valere solo per disoccupati anziani e donne: e per tutti gli altri? Le ultime news sul caso pensioni lavoratori precoci aggiornate ad oggi 1 ottobre non paiono purtroppo positive, l’unico spiraglio sta nella lettera scritta dal vice presidente della Commissione Lavoro Walter Rizzetto che ha formalmente richiesto l’intervento del capo dello Stato Sergio Mattarella affinchè vigili sulla futura manovra.

Novità pensione anticipata Poletti e lavoratori precoci oggi 1-10: Padoan difende il suo operato, Boeri presenta la busta arancione

Anche Padoan si diceva sta lavorando alla riforma della pensione anticipata anche se, va costantemente ribadendo il ministro, ‘non ci sono troppe risorse a disposizione’.

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Più che sulla previdenza Padoan punta sul re-innescare i consumi: ‘L'abbattimento della Tasi si rivelerà efficiente perché darà un sostegno alla fiducia - l’80% degli italiani è proprietario di case - ed è un elemento fondamentale per la ripresa dei consumi’ si è difeso il leader del MEF. Nello stesso momento il presidente INPS Tito Boeri mostrava fieramente ai cronisti la busta arancione che l’ente previdenziale spedirà presto nelle case degli italiani. Il documento contenuto all’interno potrà essere utilizzato dai cittadini per effettuare una simulazione sull’assegno previdenziale spettante, il tutto sottolineiamo noi, per capire fin da subito ‘di che morte si dovrà morire’.