"Il testo della legge di stabilità è stato approvato in sede di Consiglio dei Ministri nelle sue politiche generali, poi è ovvio che una serie di affinamenti tecnici vengono affidati al Mef. Chiaramente è una legge che ha richiesto molto lavoro, i tempi sono stati un pochino troppo ampi però alla fine adesso arriva e con il Parlamento si farà un lavoro importante sul testo". Ad affermarlo è il sottosegretario Enrico Zanetti su Rai Tre, durante la trasmissione televisiva Linea Notte. Alla Camera dei Deputati si attende quindi di poter discutere il testo della Manovra, anche perché già all'interno della stesso PD non mancano le critiche alla mancanza di un intervento strutturale per la riforma della previdenza."Penso sia un errore che non ci sia la flessibilità nella legge di stabilità.

C'era spazio per farla, Renzi ha detto che la faremo nel 2016" ha spiegato l'On. Cesare Damiano, presente aldibattito televisivo. "Io credoche una sperimentazione debba essere fatta subito per consentire un anticipo rispetto agli attuali 66 anni e qualche mese. In modo tale che chi rimane senza reddito possa arrivare alla pensione, magari pagando una penalità".

Riforma pensioni e legge di stabilità 2016: il punto su precoci, esodati, opzione donna e sulle salvaguardie

Stante la situazione, appare chiaro che l'intervento portato avanti dal Governo sul tema della flessibilità nell'accesso all'Inps mostra ombre e luci, disattendendo in modo deciso le aspettative di almeno una parte della platea dei lavoratori disagiati.

Se da un lato si è registrato il via libera alla settima salvaguardia dei lavoratori esodati e al pensionamento anticipato con l'opzione donna, dall'altro sono state disattese le proposte della Commissione lavoro alla Camera in tema di lavoratori precoci e di disoccupati in età avanzata. Lo stesso On. Cesare Damiano aveva più volte indicato all'esecutivo due possibili meccanismi di risoluzione delle posizioni previdenziali più controverse, garantiti dalla neutralitàdei costi per le casse pubbliche.

Si tratta della cosiddetta pensione anticipata con la quota 97 (62 anni di età più 35 di versamenti, con l'8% di penalizzazione massima a garanzia della misura) e dell'uscita dei lavoratori precoci con la maturazione di 41 anni di versamenti. Proprio questi ultimi soggetti rischiano di restare ancora una volta tagliati fuori dalle tutele dell'Inps nel caso in cui la discussione della legge di stabilità non porti ad un cambio di rotta rispetto alla linea adottata dall'esecutivo.

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