Si gioca su una possibile sperimentazione la nuova partita della flessibilità nel 2016: a proporla è il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, evidenziando come il meccanismo del part time previsto dal Governo nella bozza della legge di stabilità non può considerarsi sufficiente per le reali necessità dei pensionandi. "Riteniamo che sia un errore non aver inserito la flessibilità nel sistema pensionistico" ha affermato l'esponente della minoranza Dem nel corso della settimana, spiegando di vedere comeopportuno l'inserimento di un nuovo provvedimento.

"Noi avanzeremo la proposta che si faccia una sperimentazione già nella legge di stabilità", puntando quindi ad una forma di prepensionamento che possa risultare maggiormente inclusiva. Anche perché il turn over tramite il sistema del part timeè funzionale e percorribile solo per chi attualmente possiede ancora un posto di lavoro, elementonon scontato per almeno unaparte dei soggetti in attesa di flessibilità.

Riforma pensioni 2016, il Governo punta a rimandare la flessibilità previdenziale al prossimo anno

Stante la situazione, è chiaro che il tema della flessibilità previdenziale sarà oggetto di un'aspra battaglia durante le discussioni in Parlamento. Il Governo punta a rimandare un meccanismo strutturale di accesso semplificato all'Inps per via dei possibili risvolti sul bilancio pubblico. Tanto che "la staffetta generazionale viene confermata attraverso la solidarietà espansiva" ha spiegatoil Ministro del lavoro Poletti durante una recente conferenza stampa, indicando però che questa deve passare necessariamente attraverso accordi con le aziende.

Per sostenere il provvedimento il Governo metterà sul tavolo circa 250 milioni di euro per 36 mesi, dopodiché si effettueranno le valutazioni del caso. Ma dalla minoranza Dem la proposta è stata ritenuta come assolutamente insufficiente per poter rispondere alle esigenze dei lavoratori in età avanzata. Mentre la cosiddetta quota 97 e l'uscita per i precoci con 41 anni di contribuzione sembrano finora destinate ad essere rimandate sine die, nonostante ilconsenso politico trasversale raccolto in Parlamento.

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