Mentre il governo sta studiando le soluzioni più opportune per arrivare all'obiettivo della maggiore flessibilità in uscita, con il Jobs Act arrivano le opportunità per anticipare il ritiro dal lavoro. Sono i nuovi contratti di solidarietà espansiva a favorire il lavoratore vicino all'età della pensione con la riduzione della sua prestazione lavorativa al part time: i dipendenti dovranno avere almeno 20 anni di contributi ed essere entrati, come età, nei due anni precedenti il requisito anagrafico in vigore.

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Con il contratto di solidarietà espansiva (con assunzioni a tempo indeterminato) i lavoratori in prossimità della pensione potranno prestare servizio per almeno la metà delle ore e percepire già una quota di pensione (a compensazione).

Come anticipare l'uscita dal lavoro, in pensione in anticipo

Ricapitoliamo, dunque, quali sono le cinque possibilità a disposizione dei lavoratori per anticipare la pensione:

1) Pensione anticipata: richiede un numero consistente di anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica, ovvero quarantadue anni e sei mesi per i lavoratori uomini e quarantun anni e sei mesi per le lavoratrici; tali requisiti saranno soggetti a variazioni in base all'adeguamento alla speranza di vita;

2) Opzione donna: in pensione con trentacinque anni di contributi ma con un età anagrafica pari 57 o 58 anni più 3 mesi invece dei requisiti ordinari per ottenere la pensione di vecchiaia.

Una soluzione che comporta il calcolo della pensione con sistema contributivo e, per tale ragione, l'assegno previdenziale sarà soggetto ad una decurtazione che può arrivare anche al 30 per cento. Nonostante abbia avuto un discreto seguito, l'opzione donna sta per arrivare a fine corsa, salvo proroga inclusa nella legge di stabilità.

3) Usuranti alias 'sistema delle quote', ottenuto sommando gli anni di contributi a quelli dell'età: per il 2015 la quota minima è 97,3 (61 anni e 3 mesi di età minimi e 35 anni minimi di contributi, entrambi i requisiti minimi sono da soddisfare).

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Il sistema delle quote è rimasto in vigore esclusivamente per i lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e pesanti. Per gli uomini, viene, pertanto, concessa la possibilità di accedere alla pensione cinque anni prima rispetto ai 'normali requisiti'.

4) Esuberi: secondo quanto enunciato dalla riforma Fornero, le aziende con più di 15 addetti possono prevedere eventuali esuberi occupazionali ricorrendo a un anticipo della pensione. L’opzione riguarda i dipendenti a cui mancano meno di quattro anni per raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.

5) Solidarietà: ovvero un part time, compromesso tra lavoro e pensione. Il lavoratore potrà accettare una riduzione dell'orario di lavoro di almeno la metà, percependo una parte della pensione a titolo di compensazione per il taglio della retribuzione. Questa nuova via d'uscita, prevista dal D.L. 148/2015, è praticabile solo ad una determinata condizione oltre a quella dell'accettazione della riduzione delle ore di lavoro: il lavoratore dovrà avere almeno 20 anni di contributi ed essere entrato nei due anni antecedenti l'accesso 'normale' alla pensione.

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