Il risveglio è stato difficile. Le ultime novità sul tema della riforma Pensioni hanno per oggetto le reazioni dei sindacati e di Damiano difronte al rinvio della pensione anticipata annunciato da Renzi nel corso dell'intervista a Che tempo che fa da Fazio. Un risveglio traumatico per migliaia di lavoratori precoci, che da giorni, se non settimane/mesi, avevano intuito come sarebbe andata a finire. I fatti hanno dato ragione alla protesta di migliaia di cittadini, disorientati dalle promesse del giorno prima e i rinvii del giorno dopo.

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Un 'gioco' che è terminato tragicamente durante l'ultimo intervento in televisione del premier, che rispondendo alla domanda sugli esodati ha di fatto rinviato l'introduzione della flessibilità in uscita al prossimo anno, quando 'i numeri saranno più chiari'. Il governo, stando alle proteste quasi immediate dei sindacati, avrebbe dovuto studiare di più. In realtà, diciamo noi, l'esecutivo avrebbe dovuto forse evitare di annunciare a fine settembre delle misure che, adesso c'è la certezza, non verranno mai introdotte all'interno del testo della Legge di Stabilità.

Pensioni: Damiano e l'errore di Renzi

Ieri, quando parlavamo di vincitori e sconfitti, avevamo dimenticato Damiano, che sarebbe dovuto essere un elemento chiave per la riforma pensioni di Renzi, e che ancora potrebbe esserlo, sempre se il governo deciderà di intraprendere il prossimo anno la strada tracciata dal ddl 857, che includeva non solo la proposta sulla pensione anticipata a partire dai 62 anni con almeno 35 anni di contributi ma anche quota 41, ovvero l'intervento per le pensioni dei precoci, con quest'ultimi che sarebbero potuti andare in pensione senza alcuna penalizzazione al raggiungimento dei 41 anni di contributi.

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Quarantuno anni, non 45, come vorrebbe invece, almeno stando all'ultima relazione della Commissione, l'Unione Europea, che ha, tra le righe, lanciato un monito anche contro la pensione anticipata, sottolineando come nel 2012 soltanto la metà dei lavoratori fosse andata in pensione avendo maturato i diritti alla pensione di vecchiaia. È stata un'estate difficile per Damiano, la cui proposta di riforma previdenziale è stata duramente criticata da Tito Boeri, per il quale quota 97 sarebbe costata alle casse dello Stato tra gli 8 e 10 miliardi di euro.

In una nota il presidente della commissione Lavoro alla Camera ha espresso il proprio dispiacere per il rinvio della flessibilità delle pensioni, affermando che il rinvio di Renzi è, a suo avviso, un errore. Damiano si è anche detto disposto ad un confronto con il premier, ribadendo che la flessibilità genera risparmi. Infine l'esponente dem ci ha tenuto a precisare che il governo dovrà inserire nella legge di Stabilità le soluzioni per esodati e Opzione Donna.

Pensione anticipata: sindacati sul piede di guerra

Inevitabile la protesta dei sindacati.

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Difronte al rinvio della riforma pensioni del 2015, i sindacati italiani sono letteralmente esplosi contro Renzi e il governo. La Camusso, segretario Cgil, ha parlato di sbaglio da parte dell'esecutivo. Sulla stessa linea Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che ha posto l'accento sulla penalizzazione che i lavoratori over 62 continuano a subire e il blocco del turn over. Anche la Cisl, tramite il segretario generale Annamaria Furlan, giudica un errore il rinvio della controriforma della legge Fornero, auspicando un intervento già nella Legge di Stabilità. Secondo voi Renzi ascolterà i sindacati?