Lavoratori precoci nel mirino delle forze politiche e sindacali. E del Governo? Questo è l'interrogativo che in questi giorni più anima il dibattito attorno alla revisione della legge Fornero e del sistema pensionistico nel suo complesso. Mancano in realtà pochi giorni alla Legge di Stabilità ed ancora l'esecutivo del premier Matteo Renzi non ha sciolto i numerosi nodi che hanno animato ed animano tuttora il dibattito sulla complessa questione pensionistica.

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I temi bollenti che surriscaldano il clima politico e sindacale sono sempre quelli: precoci, esodati, donne. Questi lavoratori attendono ormai da troppo tempo certezze da parte del Governo, per venire a conoscenza, definitivamente, su quale sarà il loro destino pensionistico. Tutti si sono affrettati ed impegnati in questi mesi a dare il loro contributo per una soluzione condivisa e compatibile delle modifiche da attuare al sistema pensionistico vigente.

Dalle forze politiche ogni giorno sono arrivati contributi; dalle forze sindacali quotidianamente sono giunti all'esecutivo sollecitazioni ad intervenire; ogni giorno i lavoratori hanno fatto sentire la loro voce reclamando giustizia, equità e, a dirla con una parola sola: pensione.

La legge di stabilità

A breve, come si sa e come abbiamo più volte ricordato ultimamente,approderà al parlamento l'attesa Legge di Stabilità. Dalla commissione lavoro della Camera, il presidente Cesare Damiano dichiara la sua soddisfazione in quanto il governo ha accettato ed inserito nella discussione i 3 provvedimenti licenziati unanimemente, appunto dalla commissione stessa.

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Ricordiamo che i 3 provvedimenti riguardano l'opzione donna, la settima salvaguardia per i lavoratori esodati e la flessibilità in uscita dal lavoro. Per la settima salvaguardia, a dire il vero, manca ancora la relazione tecnica del governo. Relazione, promessa dal governo per la settimana prossima, che dovrebbe contenere la quantificazione degli oneri a carico della finanza pubblica.

La Lega Nord e proposte della Commissione lavoro

Le forze politiche e la Lega Nord in testa, con l'on.

Roberto Simonetti, si auspicano che le proposte della Commissione vengano recepite globalmente dal governo nel testo della legge finanziaria 2016. “Se ciò avverrà significa che la pressione politica soprattutto delle minoranze ha avuto successo”. Ha dichiarato l'on. Simonetti in un'intervista rilasciata alla collega Erica Venditti. Ricordiamo, a tal proposito le azioni intraprese nei giorni scorsi dalla Lega Nord, per sollecitare il governo del premier Matteo Renzi a far presto per le modifiche alla legge Fornero.

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Proteste che sono sfociate con “l'occupazione” simbolica del Ministero delle Finanze e dell'Economia, qualche giorno fa insieme ai lavoratori esodati e precoci e le lavoratrici dell'opzione donna. L'on. Simonetti non nasconde la sua preoccupazione e la sua contrarietà se il governo dovesse far pagare ai lavoratori o alle aziende l'uscita anticipata,come da più parti viene sostenuto. “Ciò sarebbe una proposta irricevibile”, chiosa Simonetti. E voi cosa ne pensate?

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