Il momento della verità si avvicina. Le ultime novità sulla nuova riforma Pensioni hanno per oggetto il timer innescato ad inizio ottobre, quando era stato fissato per la giornata del 15 il termine per la discussione del testo della Legge di stabilità, all'interno del quale l'esecutivo Renzi dovrebbe inserire misure, oltre che per gli esodati e l'opzione donna, anche per la flessibilità in uscita.

Pubblicità
Pubblicità

Mancano 4 giorni, poco più di 96 ore, a quello che, già da tempo, è indicato come un momento cruciale per le future fortune del governo. Se il premier, insieme a Padoan e Poletti, riuscirà ad accontentare una categoria, come quella dei lavoratori precoci, permettendo loro di andare in pensione con 41 anni di contributi senza penalizzazioni, vedrà allora, molto probabilmente, spianarsi la strada davanti a sé, per un 2016 ricco di soddisfazioni e consensi.

Pubblicità

Se invece nel testo della Legge di Stabilità non ci sarà alcun provvedimento sulla pensione anticipata, Renzi e il Partito democratico dovranno affrontare l'ira e la rabbia di migliaia di lavoratori, già sul piede di guerra da mesi.

Pensioni: le idee di Renzi

Le tre vie per la riforma pensioni di Renzi hanno per oggetto la pensione anticipata a 63 anni, con almeno 35 anni di contributi, e una penalizzazione del 4 percento per ogni anno di anticipo; il prestito pensionistico a carico dell'azienda che, secondo la misura allo studio del governo, dovrebbe pagare al lavoratore una quota di pensione oltre che i contributi fino a quando non maturerà i requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia; prestito a carico dello Stato per i disoccupati, ovvero coloro che sono stati licenziati tra il 2012 e il 2015 e non rientrano nella categoria degli esodati.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Pensioni

Tre vie, ciascuna delle quali presenta i suoi problemi. La pensione anticipata a 63 anni e qualche mese impatterebbe troppo sui conti pubblici, ed è noto come il governo pensi sì alla flessibilità in uscita non a costo zero, come sottolineato qualche settimana fa dal ministro Padoan, ma allo stesso tempo è vero anche che la misura di flessibilità dovrà costare il meno possibile alle casse dello Stato.

Per lo stesso motivo la proposta di riforma pensioni di Damiano, che prevedeva la pensione anticipata a 62 anni e una penalizzazione al 2 percento per ogni anno di anticipo, è stata presto archiviata dal governo per via dei costi troppo elevati. Anche il prestito a carico dell'azienda presenta dei problemi, come hanno fatto notare da giorni i sindacati, secondo i quali in Italia soltanto le grandissime aziende sarebbero in grado di farsi carico di un onere del genere.

Pubblicità

Lo stesso dicasi per il prestito a carico dello Stato, anche questa misura presuppone che vengano stanziate risorse ad hoc, ipotesi fin qui non contemplata dal governo.

Boeri: 'L'ultima riforma'

Fino a luglio la parola riforma pensioni era associata a Boeri, il presidente dell'Inps, per via delle innumerevoli dichiarazioni dell'economista italiano riguardanti la prossima riforma previdenziale. Tito Boeri da qualche settimana mantiene un profilo più basso, limitandosi ad aspettare ciò che sarà contenuto all'interno della Legge di stabilità.

Pubblicità

Per Boeri, intervenuto a Napoli a margine della presentazione del bilancio sociale della Campania, il governo dovrebbe effettuare un intervento serio in materia pensionistica, l'ultima e definitiva riforma rilanciata da settimane proprio dallo stesso numero uno dell'Inps. Secondo voi che cosa riusciranno a fare Renzi e la sua squadra di governo?

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto