Nella giornata di ieri è stata presentata la relazione annuale della Commissione Europea per il 2015 sulla questione delle Pensioni: la riunione dei vari ministri del Lavoro dell'Unione Europea si è conclusa con un messaggio piuttosto importante, soltanto limitando al minimo la possibilità di pensionamenti anticipati si permette che sia equo il rapporto tra le generazioni, dando la possibilità a chi è giovane oggi di poter aspirare ad una pensione nel futuro. Quello che può essere definito un diktat da parte dell'Europa sembra arrivare proprio nel momento più infuocato: il governo Renzi è alle prese con il nodo della riforma delle pensioni e, dopo questa relazione, sembra allontanarsi sempre di più la possibilità che venga emanato un provvedimento che mandi a casa definitivamente la legge Fornero.

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Il documento europeo insiste soprattutto su due punti: il primo riguarda la disparità di genere per cui le donne mediamente nella UE percepiscono il 40% di pensione in meno rispetto agli uomini – si tratta di un'abnorme differenza che va appianata; il secondo riguarda l'invito ai singoli stati ad affrontare il problema, in chiave occupazionale, del reinserimento delle persone anziane e disoccupate nel mondo del lavoro – l'idea è la seguente: prima di 40-45 anni di contribuzione nessuno può aspirare ad avere una pensione veramente dignitosa.

   

Quale futuro per la riforma pensioni Renzi per il 2015-2016? 

Mentre sullo sfondo acquisisce un peso sempre più rilevante il diktat dell'Europa, l’ultimo intervento di Susanna Camusso, segretario della CGIL, è stato piuttosto chiaro: la legge di stabilità 2016 potrà essere valutata soprattutto alla luce di quanto il governo Renzi intende fare per quanto riguarda la riforma delle pensioni per il 2015-2016. La questione è chiaramente molto complessa e Matteo Renzi sembra aver deciso per la strategia dell’ultimo minuto: soltanto alla fine, a questo punto sembra chiaro, si saprà se gli interventi sulla previdenza saranno inseriti all’interno della legge di stabilità, in un provvedimento ad hoc  o addirittura salteranno del tutto.

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Nel frattempo, restano ancora in sospeso la questione della settima (e, eventualmente, dell’ottava) salvaguardia per gli esodati e della proroga dell’opzione donna. I Comitati degli esodati, proprio durante la giornata di ieri, hanno diffuso un duro comunicato all’interno del quale sottolineano come le ultime dichiarazioni di Poletti e Padoan debbano avere un esito normativo. Se i ministri hanno aperto alla soluzione per gli esodati, ci si chiede allora il motivo per cui, nonostante l’approvazione del testo alla Commissione Lavoro alla Camera, ancora non sia stato fatto nulla per salvaguardare gli ‘ultimi’ 49.500 esodati dalla riforma pensioni Fornero.

Intanto, proseguono le polemiche intorno alla manovra di stabilità e alle decisioni che Matteo Renzi sta prendendo su tutta una serie di questioni. La domanda che ci si pone è se a pagare il taglio della Tasi, che, come ribadito più volte, favorisce i più ricchi e non i più poveri, e quello dell’Ires siano proprio i pensionandi e i lavoratori. La questione della riforma pensioni Renzi, dunque, non è slegata da tutte le altre questioni e il diktat dell'Europa pone un freno deciso ad ogni possibilità di intervento. Renzi avrà la forza di schierarsi contro l'Europa? È tutto per quanto riguarda le ultime news sulla riforma pensioni 2015-2016; per aggiornamenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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