Nuovo dietrofront dal governo. Le ultime novità riguardanti la riforma Pensioni hanno per oggetto la flessibilità part-time, che abbiamo imparato per la prima volta a conoscere ieri. È questa l'ultima soluzione proposta da Renzi, quella che è già stata ribattezzata come una sorta di antipasto della flessibilità vera e propria, con il premier che ha promesso la soluzione definitiva per la pensione anticipata tra 90 giorni, alla scadenza quindi dei prossimi tre mesi. Come riporta l'agenzia Adnkronos, non c'è nulla di ufficiale, e occorrerà attendere ancora qualche ora, quando verranno rese note le misure contenute all'interno del testo della Legge di Stabilità.

Rinvio sì, rinvio no. Alla fine il governo dovrebbe aver scelto per la via di mezzo, rinvio 'ni'. La flessibilità part-time infatti non può essere considerata un intervento definitivo per la tanto richiesta controriforma della legge Fornero, ma sarebbe un segnale importante da parte dell'esecutivo sul tema previdenziale, a testimonianza di come quest'ultimo non si sia dimenticato di uno dei problemi più difficili da affrontare e risolvere.

Pensioni: a chi è rivolta la flessibilità part-time di Renzi

L'antipasto della nuova riforma pensioni del governo Renzi consentirebbe, come sottolinea Repubblica, la flessibilità part-time per quei lavoratori che maturano i requisiti per la pensione sulla base della Legge Fornero dal 2016 a fine 2018. Ma come funziona più concretamente la flessibilità part-time?

L'indiscrezione dell'agenzia Adnkronos sottolinea che, sulla base di accordi individuali, il lavoratore potrà optare per il lavoro part-time al 60-40 percento. In questo caso specifico, il datore di lavoro verserà in busta paga i contributi netti che invece avrebbe versato all'Inps. Una volta che il lavoratore andrà in pensione non subirà alcuna penalizzazione sul suo assegno previdenziale.

Anche la flessibilità part-time, l'ultima mossa di Renzi, avrà un costo. Secondo fonti di governo, il costo della misura sarebbe stato calcolato intorno ai 100 milioni di euro all'anno, una spesa che andrà ad impattare sul deficit e non invece sul debito, dovendo lo Stato versare i contributi figurativi. A chi è rivolta la flessibilità part-time? Potranno avvalersi di quest'ultima i lavoratori a partire dai 63 anni e 7 mesi nel 2016, come spiega l'articolo della Repubblica, i quali usufruiranno in questo modo di una finestra di 3 anni.

Pensione anticipata: le prime reazioni all'antipasto di riforma

Qualora fosse presentata la misura della flessibilità part-time oggi in Legge di Stabilità ci troveremmo di fronte ad un primo passo verso la riforma pensioni 2016, annunciata da Renzi attraverso le dichiarazioni rilasciate a Rtl 102.5, di cui vi abbiamo parlato nei nostri precedenti articoli. Le prime reazioni non sono però delle più entusiastiche. Ad esempio l'utente M. dice che con tale misura vengono aiutati i soliti privilegiati, statali e grandi aziende, sottolineando come le piccole ditte o aziende artigianali difficilmente daranno questa opportunità ai loro dipendenti. Sempre l'utente M. trova assurdo che l'aiuto venga dato a chi il lavoro ce l'ha, mentre chi il lavoro l'ha perso a pochi anni dalla pensione viene lasciato nelle stesse condizioni di prima.

Vi trovate d'accordo con le parole dell'utente M. oppure pensate che la soluzione proposta da Renzi sia condivisibile?

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