La riforma Pensioni 2015, o forse anche 2016 data la situazione, è un vero travaglio per il governo Renzi e la maggioranza che lo sostiene visto che il PD, partito che già si sta logorando internamente per altre questioni, non trova una linea comune nemmeno sulla flessibilità in uscita per la pensione anticipata, sulle politiche previdenziali e occupazionali da intraprendere e tutto ciò che ne deriva. Ora ci si mette anche l'Unione Europea: già nei mesi scorsi si è ribadito più volte che dai vertici dell'UE (come anche della BCE se per questo) sono giunte pressioni per non toccare la Legge Fornero, che secondo i contabili europei ed italiani ha dato una bella sistemata ai nostri conti pubblici, ora invece -è tra le ultime notizie sulle pensioni di oggi- la relazione 2015 della Commissione Europea sui sistemi previdenzili, presentato alla Riunione dei Ministri del Lavoro, per l'Italia ribadisce appunto la bontà della Legge Fornero, sottolineandone però le disparità nei trattamenti per uomini e donne ma soprattutto...

invitando il governo Renzi a prevedere la possibilità per i lavoratori più anziani di restare al lavoro per maturare fino a 45 anni di contributi! Alla faccia della staffetta generazionale, dei prepensionamenti, della Quota 41 per i lavoratori precoci!

Ultime news pensioni oggi 7 ottobre: l'UE invita a far lavorare fino a 45 anni di contributi

Ok, nel rapporto sulle pensioni della Commissione Europea si evidenziano le disparità di genere per le quali in tutta Europa le lavoratrici prendono una pensione fino al 40% più bassa di quella dei lavoratori.

Grazie, lo sapevamo già...

Quello che però lascia a bocca aperta e fa addensare nubi nere all'orizzonte è l'invito -sembra proprio all'Italia in questo caso- a prevedere la possibilità di poter lavorare di più “da anziani” consentendo di arrivare a mettere assieme 40-45 anni di contributi.

Ora, non è che sia sbagliato dire che chi vuole dovrebbe poter continuare a lavorare di più, il fatto è che -oltre a tarpare le ali ai più giovani- l'invito giunge perchè si ammette candidamente che nei prossimi anni sarà necessario mettere da parte sempre più contributi per avere una pensione dignitosa.

E 45 anni è davvero un'eternità, soprattutto per chi fa lavori usuranti e manuali, per non parlare poi del precariato sempre più forte che rende difficile avere una carriera continuativa.

Il bello è che lo stesso rapporto dice che nel 2012 circa la metà dei lavoratori non è giunto alla pensione per i requisiti anagrafici-contributivi, ma per motivi di salute o familiari oppure legati alla disoccupazione.

Ultime notizie riforma pensioni 2015: flessibilità in uscita per pochi

Oggi le novità sulle pensioni in merito alle mosse del governo Renzi confermano in buona sostanza quanto riportato già ieri e comunque di recente in questi giorni, anche perchè dai tecnici del MEF è giunta richiesta di qualche giorno in più per studiare meglio la situazione. Eventuali elementi definibili come flessibilità in uscita per la pensione anticipata non saranno per tutti ma solo per categorie sensibili e più svantaggiate quali donne ed esodati; per i lavoratori precoci la Quota 41, nonostante la solita presa di posizione di Cesare Damiano, appare sempre più un miraggio.

Nell'articolo Flessibilità e pensione anticipata, la discussione è in alto maretutti i dettagli delle misure più accreditate di attuazione, inserite probabilmente non nella Legge di Stabilità ora allo studio (via ufficiale ai lavori parlamentari dalla prossima settimana) ma in provvedimenti successivi, comunque che non modificheranno di certo la Legge Fornero.

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