Il premier Matteo Renzi lo aveva chiamato all'Inps per dare all'Istituto una nuova missione e per seguire da vicino il cantiere "aperto" per la riforma Pensioni pur conoscendo le sue idee e le sue proposte sulla legge Fornero, la flessibilità in uscita nel rispetto dei principi di equità e solidarietà del sistema previdenziale. La nomina dell'economista bocconiano Tito Boeri fu subito ben vista da chi sperava finalmente in una rottamazione della riforma pensioni varata nel 2011 dal Governo Monti con il sostegno parlamentare dalla maggioranza di larghe intese.

Ma adesso non sembrano per niente in sintonia il presidente dell'Inps e il presidente del Consiglio.

Pensioni: Boeri, speravo riforma si facesse nel 2015

Il governo sta deludendo le aspettative anche del vertice dell'Inps oltre che de sindacati, delle opposizioni e della minoranza del Pd in particolare sulla questione pensionistica e il rinvio degli interventi per la flessibilità in uscita dal lavoro. "Speravo fosse il 2015 l'anno - ha detto oggi il presidente dell'Inps - della riforma delle pensioni".

Ad annunciare la svolta, in effetti, erano stati sia Renzi che il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. Salvo poi escludere la riforma pensioni nella legge di Stabilità per inserire solo alcune misure sulla questione previdenziale certamente utili ma di minore importanza rispetto alla platea di lavoratori coinvolti con l'a proroga dell'opzione donna e la salvaguardia esodati, mentre è tutta da comprendere ancora la bontà della norma sulla pensione anticipata col part time per gli over 63.

Inps: pensione anticipata sostenibile in legge Stabilità

Ma la riforma delle pensioni "è molto importante farla, non solo per la flessibilità in uscita - ha detto Boeri - ma anche per i ricambi all'interno della Pubblica Amministrazione e per la ricongiunzione di carriere discontinue. Sono riforme - ha sottolineato criticando sostanzialmente l'ennesimo rinvio - che vanno fatte". Dalla manovra di bilancio, sul fronte pensionistico, il presidente dell'Inps si aspettava "qualcosina di più, soprattutto - ha spiegato - un intervento organico".

Intervento che l'esecutivo ha rinviato al prossimo anno temendo una destabilizzazione dei conti pubblici nonostante diverse siano le proposte ritenute sostenibili dal punto di vista finanziario. "Sarebbe stato possibile - ha detto Boeri - anche nel quadro di una manovra espansiva. E' un'operazione - ha spiegato il presidente dell'Inps parlando della flessibilità in uscita - che avrebbe potuto conciliare spinta all'economia con responsabilità fiscale". Intanto, mentre la legge di Stabilità, dopo il via libera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è già approdata al Senato della Repubblica, mercoledì prossimo, in commissione Lavoro alla Camera, riprende l'esame congiunto dei ddl per la flessibilità nell'accesso al trattamento previdenziale.

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