Al dibattito sulla Legge di Stabilità mancano solo 5 giorni eppure sembra ancora tutto da decidere: secondo Cesare Damiano si è rivelata la necessità di un intervento mirato, ma le Casse dello Stato non riescono a sostenere i costi. Gravi problemi invece si rilevano con alcuniassegni pensionistici: il loro importo risulta essere troppo basso per permettere un tenore di vita da considerare al di sopra della soglia della povertà: può sperarel'Incainqualche risultato?

Tito Boeri e la flessibilità: è possibile?

Tito Boeri auspica un intervento risolutivo a livello finale e non proposte che garantiscano solo soluzioni parziali che non portano a nulla: lo stesso Poletti ha riferito che il Governo sta effettuando dei progetti simulativi per scegliere quali siano le scelte più giuste da effettuare.

L'unica certezza sembra essere quella dello Stato che vuole creare una spesa facilmente sostenibile per le sue casse: la Legge di Stabilità deve essere un onere meno incidente rispetto alle ipotesi ventilate. Lunedì Matteo Renzi, il Ministro Padoan ed i Tecnici del Tesoro si incontreranno per decidere quali soluzioni possano essere favorevoli sia per i lavoratori che per l'economia del nostro Paese. La possibilità di attuare l'uscita anticipata risulta difficile poiché mancano le coperture, tre sono le opzioni sulle quali si sta lavorando: la possibilità di andare in pensione anticipatamente sulla legge Fornero ma con una penalizzazione dell'assegno mensile, la possibilità di accedere ad un prestito pensionistico con il contributo dell'aziende e la possibilità di avere un prestito parzialmente finanziato con le risorse pubbliche.

Novità per esodati, prestito pensioni eOpzione Donna

I sindacati chiedono al Governo di introdurre in quest'ultima Legge di Stabilità anche una normativa atta a tutelare gli ultimi 50 mila esodati: quest'ultimi sono ex lavoratoriche hanno interrotto il lororapporto lavorativo in seguito ad accordi con il loro datore di lavoro.

Essi avrebbero dovuto accedere alla pensionealla fine del 2012, ma che a causa delle legge Fornero che ha aumentato l'età pensionabile sopra i 62 anni, si sono trovati a dovere fronteggiare un periodo di attesa maggiore e senza retribuzione.

L'Opzione Donna è un altro tasto dolente sul quale i sindacati vogliono trovare un accordo: essa è la norma che consente alle lavoratrici di accedere alla pensione una volta raggiunti i 57 anni d'età anagrafica ed i 35 anni di contributi.

L'approvazione di questa norma verrebbe valutata sulla base di un assegno pensionistico minore: si mira infatti a calcolare la pensione delle appartenenti alla categoria tramite il sistema contributivo.

Il prestito pensionistico si divide in due diverse direzioni: la prima vede le aziende responsabili del versare al lavoratore i contributi fino al raggiungimento della pensione e corrispondere ad essi una quota della pensione; il pensionato, una volta avuto accesso alla pensione, dovrebbe restituire, con una rata mensile, l'importo ricevuto al datore di lavoro. La seconda possibilità vede lo Stato divenire creditore nei confronti del futuro pensionato, ma solo se esso ha perso il lavoro in un periodo compreso tra il 2012 ed il 2015.

Sarebbe quindi l'Inps a pagare e verrebbe poi rimborsato trattenendo un'importo dall'assegno mensile del pensionato stesso.