I manager bocciano la Scuola italiana e non è certamente una bella notizia per la riforma voluta dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi e dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.

Infatti, secondo i risultati ottenuti da un'indagine effettuata da AstraRicerche per conto di Manageritalia, i dirigenti italiani ritengono che la scuola pubblica italiana non sia affatto da considerarsi meritocratica, non sia in grado di premiare veramente e non sia soprattutto nella condizione di valorizzare e di mettere in evidenza quelle che sono le qualità degli studenti migliori.

Una percentuale decisamente alta, il 68,3 per cento, ha espresso questo giudizio che suona come una netta bocciatura.

Il presidente di AstraRicerche, Enrico Finzi, snocciolando i risultati dell'indagine effettuata su un campione di quasi milleduecento dirigenti operanti nel settore dell'industria privata, ha messo in risalto come il quaranta per cento degli intervistati abbia parlato di preparazione inadeguata del sistema formativo italiano per i nostri giovani, soprattutto se mettiamo a confronto la preparazione degli studenti con quelle che sono le effettive ed impellenti necessità che il mondo del lavoro richiede da loro.

Manager italiani bocciano la scuola: ecco i motivi

Quali sarebbero le cause della bocciatura dei manager italiani nei confronti della scuola?

Molti ritengono che sarebbe fondamentale una maggiore qualità dei docenti, anche attraverso l'istituzione di nuovi criteri di selezione: il 97,1 per cento ritiene che tale qualità formativa debba aumentare in una certa misura, il 75,8 per cento ha affermato, addirittura, che bisognerebbe accrescerla molto, attraverso aggiornamento e qualificazione.

Inoltre, secondo i manager italiani, occorrerebbe un maggior dialogo tra quello che rappresenta il mondo della Scuola e dell'Università con il mondo del lavoro, affinchè si possa instaurare un legame più stretto, in modo da poter interagire più facilmente.

News scuola, Università e lavoro: i consigli dati ai giovani

Il messaggio che i dirigenti dell'industria italiana vogliono lanciare ai giovani è quello di cominciare a svolgere dei piccoli lavori durante il loro percorso scolastico alla Scuola superiore e all'Università, lavori anche non coerenti con il proprio indirizzo di studi: in questo modo, riusciranno a comprendere meglio il mondo del lavoro.

Sarebbe importante anche studiare all'estero, durante l'Università, anche solo attraverso l'Erusmus. Infine, il 45,4 per cento degli intervistati suggerisce ai nostri giovani di non interrompere il proprio percorso formativo al conseguimento della laurea ma di scegliere di partecipare ai master post universitari.