Prosegue incessante il dibattito sulla riforma Pensioni del governo Renzi, il cui rinvio al 2016 ha scatenato una marea di critiche da parte non soltanto dei lavoratori ma anche dei sindacati e di alcune figure importanti come quelle di Boeri e Damiano. Senza dimenticare la protesta dei lavoratori precoci, segnaliamo quelle che sono le prossime tappe fondamentali per la previdenza italiana. Da domani, martedì 27 ottobre, inizierà in Commissione Bilancio l'esame del testo della Legge di Stabilità, un primo step che darà il via ad un prevedibile scontro all'interno dello stesso Partito democratico, viste le posizioni diverse che si registrano da tempo sia per quanto riguarda la discussione sulla flessibilità in uscita sia in materia di tasse, sebbene vada ricordata, in questo contesto, anche la polemica riguardante i tagli alla sanità.

Saranno giorni di fuoco per l'esecutivo, che dovrà affrontare le critiche e le osservazioni di diversi illustri 'personaggi' della politica italiana, in primis Damiano, il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che ha invitato più volte ad un confronto il premier Renzi sulla pensione anticipata, con la sua proposta che, ricordiamo, resta sempre valida, proposta che prevede non soltanto l'uscita dal mondo del lavoro a 62 anni, più 35 anni di contributi, con una penalizzazione del 2 percento per ogni di anticipo, ma anche quota 41 per i precoci, attraverso cui quest'ultimi andrebbero in pensione dopo 41 anni di lavoro senza alcuna penalizzazione.

Vedremo quindi se nei prossimi giorni ci sarà il tanto atteso faccia a faccia tra Renzi e Damiano, con la certezza che in queste settimane vivremo un nuovo capitolo della protesta dei sindacati, la cui reazione è stata in ogni caso giudicata troppo tardiva, in riferimento alla mobilitazione proposta dal 5 al 15 ottobre, ovvero alla vigilia dell'approvazione, da parte del consiglio dei Ministri, del testo della Legge di Stabilità.

Pensioni, i sindacati chiedono la riforma entro l'anno

Una nuova riforma pensioni entro il 2015, una volontà, quella dei sindacati, che non contempla il rinvio proclamato in diretta tv da Renzi due settimane fa, un rinvio aspramente criticato dalla stessa categoria dei lavoratori precoci, che a sua volta ha reagito promuovendo l'idea della creazione di un comitato così come accaduto nei mesi precedenti per le lavoratrici donne che chiedevano la proroga dell'Opzione Donna, richiesta 'esaudita' dal governo con la Legge di Stabilità 2016.

È di pochi giorni fa un comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil, che insieme chiedono all'esecutivo un intervento immediato per correggere la Legge di Stabilità introducendo il ripristino della flessibilità nell'accesso al pensionamento. Alla fine del comunicato si legge che i tre sindacati daranno il via all'ennesima mobilitazione per cambiare il testo della manovra. Tra le questioni 'aperte' figura anche quella inerente alle pensioni dei precoci, che sperano, oltre a quello dei sindacati, anche in un intervento concreto da parte di Damiano nei prossimi giorni barra settimane. Credete che Renzi, dopo le ultime mosse da parte di sindacati e Damiano, possa ammorbidire la propria posizione oppure le risorse finanziarie rappresenteranno, oggi e domani, un ostacolo insormontabile per qualsiasi riforma?

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