Nonostante le polemiche la Buona Scuola ha preso il via e, ad oggi, sono passati quasi due mesi dall’inizio della riforma. I dubbi di prima restano e altri se ne aggiungono mentre la riforma della scuola sta lentamente entrando a regime. Tantissime le perplessità: l’alternanza scuola-lavoro che stenta ad essere accolta da enti e aziende, il Comitato di valutazione da formare, il piano assunzioni da ultimare; la Buona Scuola, insomma, inizia già a scricchiolare.

Buona Scuola, tutte le criticità della riforma

Uno dei punti più controversi della riforma della scuola è quello relativoall’organico di potenziamento. Il ciclo di assunzioni si avvicina al completamento e, tra poco meno di due settimane, toccherà ai precari delle GAE e gli idonei al concorso Profumo del 2012 controllare spasmodicamente online la ricezione della proposta di assunzione. Saranno 55mila i fortunati che, dopo la formalizzazione, verranno assegnati nelle varie scuole come organico di potenziamento.

Tuttavia, malgrado gli entusiasmi, cosa andranno in effetti a potenziare questi docenti rimane da capire. Le indicazioni fornite dalle scuole lo scorso 15 ottobre si riferivano al fabbisogno relativo all’area disciplinare e non alla singola disciplina, e un liceo artistico potrebbe quindi vedersi arrivare un docente di musica al posto di uno di figura disegnata. In particolare, resta da capire come gestire quest’organico che annovera soprattutto prof di Educazione Fisica e di Musica, mentre saranno soltanto 9 le cattedre disponibili in Matematica alle medie.

Ancora da decifrare il Piano Triennale dell’offerta formativa, il Ptof, che oltre ad essere impronunciabile risulta essere ancora più incomprensibile. Secondo la riforma dovrà infatti indicare la mission della scuola per tutto il triennio a venire, illustrando risorse economiche e personale necessario, operazione che risulta non poco difficile. La fase C poi porterà nelle scuole personale non necessario e toccherà aspettare il prossimo concorso scuolaper fare quadrare i conti con le richieste delle scuole.

Viene intanto a completamento la formazione dei comitati di valutazione che, a prescindere dalle antipatie verso un organo guidato dal dirigente e che si occuperà principalmente di stilare i criteri per la ripartizione del fondo di merito, non sta esattamente procedendo senza intoppi. I sindacati hanno infatti esplicitamente richiesto ai propri iscritti di boicottare il comitato. Come risultato, le singole scuole faticano a ricevere candidature e la formazione procede oltremodo a rilento.

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Ciò che però forse fa maggiormente fatica a decollare è la discussa alternanza scuola-lavoro che da quest’anno vedrà gli studenti delle terze classi, di tutti gli ordini, cimentarsi con un totale di almeno 67 ore lavorative durante le vacanze estive. In tre anni agli studenti liceali saranno richieste un minimo di 200 ore, 400 per chi frequenta un istituto tecnico e professionale. Questo punto della riforma tuttavia sta incontrando una notevole difficoltà ad ingranare ed in particolare enti ed aziende non sembrano troppo entusiasti di aprire le porte ai primi 500mila studenti.

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