Il Decreto Legislativo 148 del 14 settembre 2015 è diventato attuativo con la pubblicazione del 23 novembre in Gazzetta Ufficiale. Stiamo parlando del decreto sulla riforma degli ammortizzatori sociali previsto dal Jobs Act di Renzi. Le novità di questo provvedimento sono molte e riguardano sia i lavoratori che le aziende. Ecco alcuni punti cruciali del decreto attuativo che cambierà il mondo di alcuni degli ammortizzatori sociali più importanti.

Cassa integrazione ordinaria e straordinaria

Il Decreto Legge per gli ammortizzatori in costanza di lavoro ha ridisegnato il campo di applicazione responsabilizzando l’uso della cassa integrazione.

In parole povere, le aziende che scelgono di ricorrere alla Cassa Integrazione, dovranno versare una forma di contribuzione aggiuntiva. In parole povere, anche le imprese saranno costrette a pagare qualcosa nel momento che chiederanno l’aiuto dell’integrazione salariale. Anche le procedure da seguire per le richieste sono modificate e rese più semplici. Una parte molto importante è anche quella che offre la possibilità anche a piccole aziende di poter usufruire della Cassa integrazione. Stiamo parlando di piccole realtà economiche, con un numero di dipendenti compresi tra i 5 ed i 15 che fino ad oggi erano tagliati fuori e lasciati senza tutele.

Naspi ed assegno di ricollocazione

Importanti novità anche per coloro che percepiscono gli ammortizzatori sociali di disoccupazione. È confermata anche per il 2016 la possibilità di usufruire della Naspi per la durata massima di 24 mesi. Confermata anche la salvaguardia parziale per gli stagionali, anche se quest’ultima non risolve del tutto il problema della penalizzazione di durata, a cui sono soggetti i lavoratori del settore turistico.

Confermata anche la ASDI, sussidio di disoccupazione che può essere richiesto per i disoccupati di lunga durata, quelli cioè che hanno già percepito per intero la Naspi. In linea con le motivazioni che hanno portato ad istituire una nuova Agenzia Nazionale per l’Occupazione, la ANPAL, va in attuazione anche il sistema del reinserimento dei lavoratori che percepiscono i sussidi. Entra in vigore il patto di servizio, quel documento che i disoccupati devono sottoscrivere nel momento in cui chiedono una indennità di disoccupazione.

In pratica, tutti coloro che perdono il lavoro e che chiedono la Naspi, devono sottoscrivere la loro disponibilità a partecipare a percorsi di formazione e reinserimento nel mondo di lavoro. Attivo anche l’assegno di ricollocazione che dovrà essere speso presso i Centri per l’Impiego ed altri Enti abilitati, allo scopo di cercare di accumulare nuove competenze che facilitino il reinserimento del lavoratore.

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