Novità in tema di riforma delle pensioni, relativamente alla flessibilità e all'uscita anticipata, giungono da un emendamento proposto dal Pd e presentato alla Commissione Bilancio della Camera. Nell'emendamento si modifica l'articolo uno della legge numero 190 del 2014, bloccando di fatto ogni forma di penalizzazione per coloro che usciranno anticipatamente dal mondo del lavoro fino al 31 dicembre del 2017, escludendo ogni forma di penalizzazione in termini economici, per l'assegno percepito prima del primo gennaio del 2015.

La novità riguarderà coloro che sono usciti anzitempo dal mondo del lavoro, e comunque prima dei 62 anni di età. Secondo i dati recentemente diffusi dall'Inps, coloro che beneficeranno di questa novità introdotta dal nuovo emendamento saranno circa 25 mila.Il testo dell'emendamento fa proprio riferimento al comma 133 dell'articolo 1 relativo alla legge approvata il 13 dicembre del 2014, che di fatto ha riformato la previdenza italiana, introducendo meccanismi di flessibilità e di uscita anticipata dal mondo del lavoro.

La nascita di Nuova Sinistra in Parlamento

Intanto slitta l'approvazione delle novità attese in materia di flessibilità e uscita anticipata dal mondo del lavoro, anche per la mancanza di risorse, che potrebbero essere reperite dal governo nel 2016. Non agevolerà l'attività del governo in tal senso anche la possibile modifica del quadro delle alleanze con la nascita di nuovi partiti politici, che in vista delle prossime elezioni, potrebbero modificare gli equilibri politici.

Alcune settimane fa era stata annunciata la nascita di Nuova Sinistra, il movimento politico nato dal dissenso di alcuni deputati Pd che hanno deciso di abbandonare il massimo partito della maggioranza, per confluire in un nuovo soggetto politico che aggregherà anche alcuni dissidenti del M5S e alcuni parlamentari fuoriusciti di Sel. Tra i personaggi politici che faranno parte della Nuova Sinistra, Stefano Fassina e Niki Vendola.

Il nuovo soggetto politico potrebbe avere un ruolo nevralgico nell'approvazione della nuova riforma delle pensioni, e potrebbe indebolire i numeri della maggioranza in Parlamento.

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