Neanche il termine telenovela può più riassumere a dovere il susseguirsi di vicende connesse alla questione pensioni precoci, con le ultime news aggiornate ad oggi 13 novembre a non recare in dote novità di rilievo. La scorsa settimana è stata segnata dalla creazione di un Comitato Ristretto che avrà il compiuto di vagliare ed analizzare le 19 proposte previdenziali giunte al governo. L’idea potrebbe essere quella di realizzare una sorta di accorpamento, una proposta unificata che prenda come punto di riferimento il ddl 867 a firma Damiano che tra gli altri contiene la famosa Quota 41 appannaggio proprio dei lavoratori precoci.

I vistosi rallentamenti incontrati in riferimento ai lavori sulla flessibilità in uscita potrebbero tuttavia ostacolare anche quelli di risoluzione di vertenze satellite per le quali il governo Renzi ha rimandato tutto agli anni a venire. Non solo il premier ma anche il presidente INPS Tito Boeri ha più volte bocciato le soluzioni finora avanzate evidenziando come la via maestra dovrebbe essere quella di un ricalcolo contributivo degli assegni. Proprio su ruolo e comportamenti di Renzi e Boeri si incentrano le ultime rilevanti dichiarazioni.

Novità pensioni precoci oggi 13 novembre: Boeri, Renzi e il gioco delle tre carte

‘Sulle Pensioni Renzi fa il gioco delle tre carte, è ora di finirla’: l’accusa viene dal segretario generale della Uil provinciale Massimo Zanirato, che in un modo piuttosto netto si è fatto portavoce di un malumore generalizzato che pervade ormai da tempo le tante categorie previdenziali in cerca di soluzioni strutturali alle proprie vertenze.

Parlando in modo più specifico del caso pensioni lavoratori precoci, le ultime news aggiornate ad oggi 13 novembre non possono non rifarsi al ruolo ricoperto da Boeri, che sconfina da sempre in ‘aree politiche’ che a rigor di logica non dovrebbero competergli. Proposte come quelle formulate dall’ex docente della Bocconi potrebbero finire per ostacolare il processo di riforma per non parlare dell’impossibilità di focalizzarsi su vertenze che avrebbero bisogno di soluzioni ad hoc, caso precoci in primis.

‘Il nuovo Boeri-show prevede altri tagli ma faccio sommessamente notare che il compito di chi dirige l’INPS è quello di far funzionare l’istituto i cui non piccoli problemi si ripercuotono su contribuenti e pensionati, mentre le leggi nei paesi democratici dovrebbero essere fatte dal Parlamento’ ha tuonato al riguardo il Senatore di Forza Italia Lucio Malan. L’unica concreta possibilità è che il Comitato Ristretto appena nato possa saper raccogliere e riunificare al meglio le proposte di modifica giunte a Palazzo Chigi, il tutto nella speranza che il ddl 857 venga investito dell’importanza che meriterebbe.

In tal senso, i prossimi mesi potrebbero rivelarsi decisivi.

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