Chi lavora non viene pagato. Ancora una volta a rimetterci sono i supplenti che, all'inizio dell'anno scolastico vengono regolarmente chiamati per svolgere un prezioso servizio di sostituzione per assenze di colleghi, gravidanze oppure malattie e che, nonostante quest'attività sia da ritenersi indispensabile, lo Stato continua a non voler riconoscere nei tempi dovuti la retribuzione salariale spettante ai precari.

A questo proposito, i sindacati stanno vivacemente protestando per tali ingiustizie che si vanno ad aggiungere ad altre ingiustizie come quelle riguardanti i ritardi o i mancati pagamenti della nuova indennità di disoccupazione, la Naspi, ancora attesa da molti docenti precari.

Stipendi precari scuola: Flc-Cgil e Gilda accusano il Mef

Dove vogliamo arrivare? Si chiedono Gilda e Flc-Cgil, pronti a dare battaglia soprattutto al Ministero delle Finanze. Secondo quanto riportato da 'Il Fatto quotidiano' il problema sarebbe di carattere tecnico e burocratico. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil sostiene che la colpe siano da attribuire ad un sistema informatico troppo complicato che sta creando troppe difficoltà alle segreterie: creato per snellire la procedura e per semplificarla, si è arrivati ad ottenere l'effetto opposto, anche perchè il sistema spesso si blocca.

Il sindacato, a questo proposito, ha chiesto un confronto ma per ora nessuno sembra abbia intenzione di occuparsi di questo problema.

Dal punto di vista burocratico, invece, si riscontrano lentezze nella programmazione delle procedure di liquidazione da parte dell'amministrazione dello Stato e, alla fine, a rimetterci ingiustamente sono i lavoratori che non sono tutelati in alcuna misura e costretti ad aspettare quel denaro (per giunta poco) onestamente guadagnato.

Scuola e stipendi docenti precari news 3/11: stanziare subito risorse stabili e adeguate

Se prima la colpa ricadeva sulle scuole, ora le responsabilità principali sono da attribuire al Ministero delle Finanze, visto che il pagamento delle supplenze ora avviene direttamente a cura dell'organo ministeriale, così come quelle spettanti ai docenti di ruolo. Il problema, dunque, è del Governo che non provvede allo stanziamento di risorse stabili e adeguate, destinate alle supplenze.

Per di più, con la nuova legge di stabilità si rischia di peggiorare ulteriormente la situazione visto che i sessanta milioni che giacevano nelle casse delle scuole per la liquidazione delle supplenze brevi dovranno, per giunta, essere versati all'erario: siamo di fronte, dunque, all'ennesima lacuna di quella che, presuntuosamente, è stata ribattezzata come Buona Scuola.

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