Si apre un nuovo dossier nella campagna "Porte aperte" avviata dall'Inps con la gestione Boeri: questa volta è il turno dei lavoratori del mondo dello spettacolo, che starebbero beneficiando in larga parte di rendite previdenziali superiori a quelle possibili con il calcolo contributivo dei versamenti effettuati presso la propria gestione di riferimento. Secondo le rilevazioni dei tecnici, sarebbe infatti il 93% della platea a vedersi accreditata di una pensione più alta rispetto ai coefficienti di conversione decisicon il nuovo meccanismo di calcolo della quiescenza.

Se poi entriamo nello specifico, scopriamo che circa il 50% dei trattamenti si discosta dalla rendita attuale per un importosuperiore di circa un terzo rispetto all'emolumentocomplessivo. Riguardo al dato medio, il sostentamento di welfare risulta invece superiore di circa il 30% e resta comunque inserito in un range che va dal 20% al 40%.

Riforma pensioni ed Enpals: i dati dello studio prodotto dall'Inps

Il fondo dei lavoratori dello spettacolo (più comunemente conosciuto come Enpals) è confluito nell'Inps nel passato 2011, mentre ad oggi presenta comunque una situazione patrimoniale attiva.

I dati sulle Pensioni citate in precedenza sono stati invece calcolati dai tecnici della previdenza pubblica tenendo come riferimento il periodo di quiescenza che va dall'anno 2000 al 2014. Per quanto concerne invece il sistema di calcolo, il riferimento va alla riforma del 1995 ed a quella successiva del 2011, conosciuta come legge Fornero. I lavoratori sono divisi in tregruppi (A, B e C): il primo concerne soggettiche hanno svolto la propria attività artistica a tempo determinato, il secondo gruppo inquadra chi non svolge attività artistica, il terzo prevede un inquadramento per chi è stato assunto a tempo indeterminato.

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Pensioni

L'operazione trasparenza dell'Inps ha quindi voluto evidenziare il trattamento di coloro che hanno sviluppato la propria carriera negli ambiti delle aziende radiofoniche, televisive o audiovisive.

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