Tra fallimento e delusione.Le notizie sulla riforma Pensioni del governo Renzi hanno per oggetto la manifestazione di Roma svoltasi ieri che ha visto la partecipazione di centinaia di lavoratori precoci, i quali hanno chiesto con forza quota 41 senza se e senza ma. Nonostante rappresentino un problema concreto all'interno della società, i media nazionali hanno scelto di parlare unicamente degli esodati e dell'opzione donna. La categoria dei precoci credeva che la mobilitazione di ieri potesse finalmente aprire gli occhi ai politici circa la loro condizione, ma nulla di tutto questo è avvenuto.

Pensioni, la rabbia dei lavoratori precoci

Si è parlato tanto della nuova riforma pensioni prevista per il 2016, si è parlato - nel corso degli ultimi mesi - un'infinità di volte dei lavoratori precoci e della loro richiesta di poter andare in pensione dopo 41 anni di contributi senza penalizzazioni e indipendentemente dall'età, si è parlato anche della possibile nascita di un Comitato dopo la positiva esperienza del gruppo Facebook "Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti", si è parlato incessantemente del ddl 857 di Damiano (del quale vi daremo un importante aggiornamento nel paragrafo successivo).

Parole, parole, soltanto parole, gettate un'altra volta al vento ieri, con i mass media che hanno clamorosamente dimenticato di menzionare anche i precoci durante il servizio relativo alla manifestazione di ieri di Roma. C'è già chi - tra coloro che sono andati ieri nella capitale - parla di dittatura, chi di complotto, chi rassegnato esprime la volontà di non lottare più, attendendo così l'arrivo della pensione dopo 42 anni e 6 mesi (ancora per poco, visto che dal 2016 gli uomini precoci andranno in pensione 4 mesi dopo rispetto quest'anno).

Queste le parole del signore C.B., visibilmente deluso dopo la giornata di ieri: "Non riesco a dormire, sono proprio a terra non mi capacito che non abbiamo raccolto niente, perché fratelli e sorelle di sventura. Il tempo passa inesorabilmente e noi non possiamo permettercelo. Ora come ora, avrei tanta voglia di smetterla con questa battaglia". Parole comprensibili da parte di un lavoratore che non vede una via d'uscita, non intravede la luce in fondo ad un tunnel intrapreso all'indomani della riforma pensioni della Fornero.

Un altro anno è passato senza che si sia fatto nulla, un altro anno deve arrivare con la concreta possibilità che termini come il 2015, ovvero con un nulla di fatto. Un'eventualità difficilmente digeribile per la categoria.

Cesare Damiano pensa a esodati e opzione donna

Intanto anche Cesare Damiano tace sui lavoratori precoci e si sofferma unicamente sugli esodati e opzione donna. Attraverso una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, cesaredamiano.org, il presidente della commissione Lavoro alla Camera riafferma che a Montecitorio proseguirà la battaglia per l'introduzione nella Legge di Stabilità 2016 di alcune modifiche che riescano a risolvere il problema sia di quei 20 mila esodati rimasti fuori dalla settima salvaguardia sia delle lavoratrici donne, in particolare attraverso la cancellazione dei 3 mesi di speranza di vita.

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L'onorevole inoltre cita l'anticipo al 2016 della no tax area per i pensionati. Nessun accenno invece per i lavoratori precoci. Se anche voi siete tra quelli che sono andati a Roma senza ottenere la meritata visibilità, vi invitiamo a commentare l'articolo ribadendo la vostra richiesta e la vostra opinione sull'esecutivo.

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