Il 29 dicembre si è tenuto l'incontro tra Miur e sindacati, in cui oltre a discutere della mobilitàsi è anche parlato dell'anno di prova e formazione dei docenti immessi in ruolo nella fase C. Già da tempo si parla del problema che nasce per alcuni di questi docenti nello svolgere l'anno di prova nello stesso grado di istruzione in cui si è avuta la nomina a tempo indeterminato e lo svolgimento dei 120 giorni di attività didattica. Il Miur aveva già manifestato l'intenzione di fare un'eccezione, ma nell'incontro dei giorni scorsi ha chiarito i punti sucui intende agire a favore di questi docenti, in seguito alle richieste sindacali.

Miur, anno di prova e formazione docenti fase C: l'impegno

Dopo la discussione con i sindacati sull'anno di prova e formazionedei docenti della fase C, il 29 dicembre scorso il Miur si è impegnato a convalidare il servizio su classi affini anche quando il grado di Scuola è diverso, a dare la possibilità a tutti gli immessi in ruolo della fase C di effettuare l’anno di prova, a riconoscere nei 120 gg anche il sesto giorno della settimana (quando il servizio è svolto su cinque giorni) e a considerare valido anche il servizio svolto prima dell’assunzione, ma solo se effettuato per lo stesso tipo di insegnamento.

È stato anche confermato che la classe di concorso A077 (strumento musicale) sarà considerata appartenente allo stesso ambito disciplinare della A031 e A032. In base a questi impegni, dovrebbero svolgere l'anno di prova e formazione anche i docenti assunti in fase C che al momento stanno svolgendo una supplenza. La prossima settimana, il Ministero dovrebbe emanare una circolare contenente tutte le disposizioni prese affinché tutti i docenti assunti nell'ultima fase del piano straordinario di immissioni in ruolo di quest'anno possano effettuare l'anno di prova.

La circolare dovrebbe anche contenere dettagli sui ruoli del comitato di valutazione e del tutor. I sindacati hanno anche chiesto di non imporre l’anno di prova a chi ha ottenuto il passaggio di ruolo prima dell’approvazione della legge 107/2015, ma il Miur non si è pronunciato al riguardo.

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