Le novità sulle pensioni aggiornate ad oggi venerdì 4 novembre prendono in considerazione il regime opzione donna, il presidente dell'Inps Tito Boeri e l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. Ieri vi abbiamo parlato dell'intervista di Elsa Fornero all'Huffington Post, durante la quale ha fornito dei consigli al governo Renzi sulla prossima riforma delle Pensioni. La Fornero ha ribadito che la propria legge non ha sfavorito i giovani, dicendosi possibilista per un provvedimento sul reddito minimo aperto a tutti, e non solo agli over 55.

Pensioni, Cesare Damianosu Legge di Stabilità e nuova riforma

Le ultime notizie sulle pensioni hanno per protagonista Cesare Damiano. Il presidente della commissione Lavoro alla Camera ha approfondito il discorso legato agli emendamenti per esodati, opzione donna e no tax area, per poi fare un confronto tra la sua riforma e quella presentata da Tito Boeri, per poi illustrare nuovamente la proposta contenuta all'interno del ddl numero 857, senza dimenticare di citare i lavoratori precoci.

Nell'intervista concessa a Pietro Vernizzi, l'ex ministro del Lavoro ha confermato che molte delle sue speranze sono riposte su opzione donna, per cui chiede la cancellazione dei 3 mesi di aspettativa di vita, emendamento votato all'unanimità dalla commissione Lavoro.

Ancora non è dato sapere se la misura verrà introdotta o meno all'interno della Legge di Stabilità 2016 ma Damiano confida nel fatto che venga dato questo ulteriore aiuto alle donne lavoratrici.

Riguardo la proposta sugli esodati invece, dalle parole pronunciate si evince un leggero pessimismo, forse anche alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro Poletti, il quale ha affermato come il governo avesse già inserito nel ddl Stabilità tutte le misure possibili in materia previdenziale, chiudendo di fatto la porta a quei 20 mila esodati rimasti fuori dalla definitiva settima salvaguardia.

Oltre ad opzione donne ed esodati, Cesare Damiano si è soffermato anche sulla no tax area. La commissione Lavoro ha chiesto l'anticipo della misura al 2016. Anche in questo caso, così come opzione donna, non c'è la certezza che l'emendamento venga accolto positivamente ma, rispetto agli esodati, c'è più fiducia.

Nel proseguo dell'intervista, l'esponente dem ha confermato che nella manovra finanziaria non ci sarà la flessibilità sperimentale. Allo stesso modo la flessibilità sperimentale non ci sarà neanche nel 2016, anno in cui Damiano si aspetta una riforma strutturale da parte del governo Renzi, così come il premier ha annunciato ad inizio ottobre. Rispolverando un'altra volta la sua proposta, Damiano ha ricordato che i lavoratori potrebbero andare in pensione a 62 anni e 7 mesi con 35 anni di contributi, mentre i precoci dopo 41 anni di lavoro indipendentemente dall'età.

A questo punto è arrivato naturale il parallelo con la proposta di Tito Boeri. Il presidente della commissione Lavoro ha sottolineato come la sua proposta sia del 2013, quella del professore della Bocconi risale al luglio di quest'anno.

Inoltre Damiano ha specificato che le due riforme sono molto simili, ma quella di Boeri prevede l'uscita anticipata a 63 anni, un anno più tardi. Infine l'ex ministro del Lavoro ha parlato anche delle pensioni d'oro, confermando che, così come Boeri, anche il Pd ha una proposta di legge che prevede la tassazione delle leggi più alte. Per conoscere le ultime novità sulle pensioni vi invitiamo a cliccare il tasto 'Segui' in alto a destra.

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