L'allarme lanciato da Boeri e dall'Inps sul futuro previdenziale di chi è giovane oggi e non potrà godere di una pensione sostenibile deve essere considerato il campanello d'allarme più importante per porre le basi di una vera riforma delle pensioni per il 2016. Le ultime news raccontano di un lungo intervento di Vera Lamonica ai microfoni di RadioArticolo1 all'interno del quale la segretaria nazionale della CGIL ha spiegato quali saranno le linee guida della vertenza sindacale che, a partire dal 17 dicembre, verrà presentata al governo Renzi. Le questioni sono essenzialmente due: la prima riguarda la situazione lavorativa dei giovani e il nodo del contributivo puro; la seconda riguarda la concezione generale che bisogna avere del sistema previdenziale: se esso debba essere semplicemente assicurativo o debba garantire tassi di redistribuzione e solidarietà.

La proposta che verrà fuori avrà al proprio centro anche la questione dei lavoratori precoci per i quali si chiede uscita anticipata senza penalizzazioni una volta compiuti 41 anni netti di contribuzione.

La vertenza sindacale sulla riforma pensioni, news 10 dicembre

L'attacco di Vera Lamonica è diretto all'ipotesi di una riforma Pensioni che contempli il passaggio al contributivo puro. In questa maniera, si sottolinea, coloro che sono giovani oggi (la generazione nata negli anni '80) non potrà andare in pensione prima dei 70/75 anni con un assegno decisamente più basso rispetto a quello della generazione che lo ha preceduto. Si tratta di una questione che potrebbe portare a un disagio sociale elevatissimo e che va affrontato per tempo, altrimenti difficilmente la società italiana potrà essere coesa.

Secondo Lamonica, bisogna comprendere che il sistema previdenziale italiano è basato su un'idea di welfare che il bocconiano Boeri e il governo Renzi rifiutano, cioè che la pensione non va calcolata semplicemente sui contributi versati, altrimenti ad essere penalizzati sarebbero i giovani con carriere discontinue e periodi di disoccupazione, ma a partire da un sistema che ridistribuisce la ricchezza e si basa sulla solidarietà: la coesione sociale si costruisce in questi termini.

La vertenza sindacale, dunque, avrà alla sua base una piattaforma comune da parte dei tre sindacati confederali, CGIL, CISL e UIL, che sarà presentata a Bari, Torino e Firenze il 17 dicembre e che sarà il primo passo verso una lotta concreta affinché il sistema del welfare italiano divenga più giusto.

Precoci e uscita anticipata: le proposte di riforma pensioni, news 10-12

L'intervento della Lamonica si chiude su alcune proposte concrete di riforma delle pensionida mettere in campo il prima possibile: il primo punto toccato è quello che riguarda l'età del pensionamento per coloro che svolgono mansioni usuranti, non è accettabile pensare ad un'uscita alle medesime (dure) condizioni per questo genere di attività; il secondo punto riguarda i lavoratori precoci, per questa categoria, tra le più penalizzate, si chiede uscita senza penalizzazioni all'età contributiva di 41 anni; infine, per la flessibilità in uscitaoccorre pensare ad un meccanismo che anticipi e flessibilizzi l'uscita di alcuni anni rispetto alle regole attuali senza che vi siano ulteriori tagli al valore effettivo dell'assegno pensionistico.

Un'idea di riforma delle pensioni, insomma, che sia redistributiva e solidale, piuttosto che un welfare basato su un 'sistema assicurativo' di matrice americana e neoliberista. Per le ultime news, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.