Giusy Moroni, questo è il nome della Dirigente del Liceo Scientifico ‘G. Gandini’ e del Liceo Classico ‘P. Verri’ di Lodi. La coraggiosa Preside ha messo in atto un nuovo modo di lavorare, molto in uso nelle grandi aziende nazionali ed internazionali: il telelavoro. L’iniziativa ha subito suscitato le forti critiche e gli ampi scetticismi da parte del personale del mondo della Scuola. A sentire proprio la DS, questa sembra, però, essere l'unica soluzione per affrontare la grave crisi economica che noi tutti stiamo vivendo ma anche un'ottima idea per contrastare le forti pressioni degli Enti locali, proprietari degli immobili scolastici, aproposito della riduzione della spesa pubblica.
Crisi economica: i bonus diRenziogli Enti locali che chiudono i rubinetti?
Da quanto si apprende, pare che la Provincia di Lodi abbia deciso, inconfutabilmente e senza motivi di appello, di chiudere i rubinetti del gas di questi Istituti, durante tutto il periodo di vacanze natalizie; in particolare dal 21 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016. Questi giorni coincidono, guarda caso, con i giorni di vacanza che il calendario scolastico regionale prevede e che l’Istituto ha deliberato di adottare. La Preside Moroni, quindi, avvisata della drastica decisione da parte della Provincia, ha contestato subito questa possibilità, adducendo tutte le sue più convinte motivazioni ostative a tale eventualità. Il Dirigente ha inutilmente spiegato, ai responsabili provinciali, che il personale di segreteria (amministrativi) e alcuni collaboratori rimarranno in servizio anche nei giorni di chiusura previsti e destinati esclusivamente alla didattica, cioè agli alunni.
A quanto pare, le decisioni della Provincia sono irremovibili: i riscaldamenti verranno chiusi durante il periodo di vacanze per gli studenti.
Il Telelavoro, un rimedio valido per non spendere più soldi pubblici
Preso atto di questa deprecabile decisione e dell’atteggiamento di irremovibilità dei funzionari provinciali, il dirigente Moroni, con la massima intraprendenza possibile, ha pensato bene di adottare un nuovo modo di lavorare, molto usato da molte aziende italiane e internazionali, appunto, il telelavoro.
Il personale di segreteria, durante il periodo vacanziero, rimarrà comodamente a casa propria e lavorerà dalla propria postazione domestica. Gli istituti liceali rimarranno aperti solo poche ore per permettere un contatto diretto con le famiglie degli alunni. In breve, queste sono le dichiarazioni dell’ideatrice del metodo migliore per fronteggiare la crisi economica attuale: “Ciascuno addetto alla segreteria, in questo periodo, potrà continuare a svolgere le attività che potrebbe fare a scuola: controllare la posta elettronica; rispondere ad eventuali rilevazioni del Miur; fare pagamenti; archiviare il materiale sul nuovo sito’.
Chiaramente la Preside si è subito organizzata, attribuendo dei compiti a ciascuna unità lavoratrice e continua: ‘Ogni assistente amministrativo ha individuato alcuni compiti sui quali può portarsi avanti stando comodamente a casa’.
Insomma, tutto bene quello che finisce bene. Speriamo però che questa decisione sia momentanea e contingente, perché, se diventasse legge (Renzi in questo senso sarebbe favorevolissimo) si rischierebbe di insegnare in telelavoro e si invierebbero persino a casa le pagelle o i diplomi ai futuri studenti internauti di domani.