Le novità sulle pensioni aggiornate ad oggi, venerdì 29 gennaio, ci presentano la nuova protesta dei lavoratori precoci, il 'duello' tra quota 41 e quota 42/43 di Boeri, pesantemente attaccata dai sindacati, ed infine il rinvio alla consulta del decreto sulla rivalutazione. Partendo dalla categoria dei precoci, sappiamo che tra poco più di un mese si organizzeranno per una nuova manifestazione in segno di protesta contro il governo. Parleremo poi degli attacchi dei sindacati alle proposte quota 42 (per donne) e quota 43 (per gli uomini) presentate da Tito Boeri.

Infine dedicheremo l'ultimo paragrafo al caos scoppiato intorno al decreto sulla rivalutazione con bonus Poletti.

Pensioni, lavoratori precoci difesi dai sindacati

Le ultime notizie sulle pensioni ci riportano la difesa dei sindacati a favore dei lavoratori precoci, sul piede di guerra dopo le recenti proposte del presidente dell'Inps Boeri, il quale nei giorni scorsi ha presentato quota 42 e quota 43, che - come indicano i numeri - sono meno appetibili rispetto a quota 41 di Cesare Damiano, dal momento che prevedono rispettivamente uno e due anni in più di lavoro per donne da una parte e uomini e dall'altra. Tito Boeri ha difeso la sua proposta sottolineando che con l'attuale legge Fornero tra meno di 20 anni verranno richiesti 45 anni di contributi prima di andare in pensione.

I sindacati non ci stanno, dichiarando che allungare ancora i requisiti per il pensionamento sarebbe semplicemente un ulteriore sfregio per chi ha iniziato a versare contributi in giovanissima età, spesso a 15 o 16 anni, ben prima dunque di quanto non accada ora a laureati e studenti che interrompono la carriera degli studi con il diploma di maturità.

Sempre per i sindacati la proposta di Tito Boeri oltre a danneggiare coloro che iniziano presto a lavorare, danneggia anche chi svolge lavori pesanti. Attraverso queste parole i sindacati hanno dunque voluto ricordare la necessità di una misura equa anche per chi pratica lavori usuranti. Tornando alla categoria dei precoci, nella pagina Facebook 'Lavoratori Precoci Uniti a tutela dei propri diritti', veniamo a conoscenza di una nuova mobilitazione da parte degli iscritti, con una possibile manifestazione a Roma entro il 19 marzo.

Inoltre sottolineiamo come questa mattina a Mi manda Rai Tre ci sarà l'intervista ad un lavoratore precoce, ma non solo, perché il leader della Lega Nord, in risposta ad un email ricevuta, ha chiesto di poter avere la maglia con la scritta quota 41, in modo da poterla indossare per dare ulteriore forza al gruppo e alla loro richiesta, avendo tra l'altro più volte detto di appoggiare Damiano e il ddl 857.

Il decreto sulla rivalutazione torna alla Consulta

Nelle ultime ore non si fa altro che parlare della decisione presa dal tribunale di Palermo, che ha dato ragione ad un pensionato che aveva fatto in precedenza ricorso contro il cosiddetto bonus Poletti, con cui il governo aveva risposto alla sentenza della Corte Costituzionale del 2015.

Il giudice della sezione lavoro del tribuna della città siciliana, dando ragione al pensionato, ha affermato il principio di incostituzionalità del decreto 65 del 2015. Spetterà ora alla Consulta se il decreto del governo Renzi è conforme alla Carta. Va sottolineato come oltre al pensionato di Palermo, abbiano fatto ricorso un'altra sessantina di pensionati.