Sono ripresi a pieno regime i confronti politici intorno al nodo irrisolto della riforma delle pensioni 2016. Le ultime novità giungono, però, da alcuni dati dell'Inps che segnalano come vi sia stata una crescita esponenziale dei pensionamenti anticipati nell'anno 2015: la notizia risulta essere importante soprattutto perché il trend sembra suggerire la possibilità di un più naturale turnover generazionale. Intanto, i dibattiti politici fanno segnare alcuni spunti che potrebbero essere approfonditi nelle prossime settimane: in primo luogo, c'è stato l'ennesimo intervento di Cesare Damiano, in cui il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera ha rilanciato la sua proposta; in secondo luogo, sembrerebbe che il governo voglia aprire ad un intervento sulle Pensioni nel 2016 – il tutto, però, soltanto accennato, senza alcuna discussione di merito; in terzo luogo, torna alla ribalta la vicenda dei lavoratori cosiddetti 'precoci' che hanno trovato in Tiziano Treu un alleato; infine, si segnala un durissimo intervento di Di Battista del M5S sulla legge Fornero.

Damiano, il governo e le novità sulla riforma pensioni 2016

L'ultimo intervento in ordine di tempo è stato quello del solito Cesare Damiano, il quale, ospite del programma CoffeBreak di La7, ha ribadito le motivazioni per cui una riforma delle pensioni è necessaria nel 2016: senza scendere nei particolari oramai noti a tutti, il Presidente della Commissione Lavoro ha ribadito che occorre risolvere le questioni relative ai lavori usuranti e ai precoci che hanno il diritto ad andare in pensione dopo più di 40 anni di lavoro, ribadendo che la soluzione è già pronta ed è rappresentata dal suo disegno di legge.

In settimana, comunque, si è segnala un'apertura da parte del governo Renzi: il ministro Martina, infatti, ha dichiarato che la riforma della previdenza è assolutamente necessaria soprattutto per rilanciare il lavoro attraverso il turnover generazionale; a suo dire, questo potrebbe essere il momento giusto per affrontare la questione. Il ministro, comunque, non è sceso in dettagli: ha accennato soltanto al fatto che la riforma sia necessaria, ma non si è avventurato in nessuna anticipazione possibile sulla strada da percorrere.

I precoci, il M5S e le novità sulla riforma pensioni 2016

Tra le dichiarazioni che hanno costellato la settimana e che hanno arricchito le discussioni intorno alla riforma delle pensioni 2016, si segnala un 'anomalo' intervento di Tiziano Treu, il quale non soltanto ha aperto ai precoci ma è sembrato addirittura convergere sulla proposta Damiano: l'ex ministro e commissario dell'Inps, infatti, ha sottolineato che chi ha iniziato presto a lavorare e ha 41 o 42 anni di contributi versati, deve poter andare in pensione senza subire alcuna decurtazione dell'assegno – insomma, sembra che Treu concordi con la cosiddetta Quota 41 o che al massimo si trovi a pensare ad una Quota 42.

Infine, un intervento che sta facendo discutere è quello di Di Battista del M5S, il quale, in un video, ha attaccato duramente la legge Fornero, sottolineando chi siano stati i politici che l'hanno voluta e appoggiata: se il centrosinistra si muove in continuità con il governo Monti, anche il centrodestra votò la riforma; il deputato pentastellato non risparmia critiche neanche a Salvini: anche se la Lega Nord non votò per l'approvazione della legge di riforma delle pensioni targata Fornero, ora è alleato di coloro che l'appoggiarono con convinzione, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Per aggiornamenti sui dibattiti politici sulla riforma pensionistica, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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