La legge di Stabilità 2016 varata recentemente dal Governo Renzi ha eliminato le agevolazioni previste per andare in pensione anticipata a favore del personale Scuola che abbia utilizzato la legge 104 del 1992. Infatti, insegnanti ed Ata che nell’anno 2011 avevano utilizzato i 3 giorni di permesso ogni mese per l’assistenza di un familiare disabile grave, non potranno più chiedere la pensione anticipata come avveniva negli scorsi anni secondo quanto prevedevano le leggi di salvaguardia dalla quarta alle sesta.

Pensioni anticipate scuola, eliminate le agevolazioni della legge 104/1992

Infatti, gli articoli 11/bis della legge 124 del 2013 e 2 della legge 147 del 2014 permettevano ai docenti e ad al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola di andare in pensione anticipata al 1° settembre successivo a quello della presentazione della domanda di uscita dal servizio, godendo dei requisiti che valevano prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero del 2011.Grazie a queste leggi,a settembre scorso il personale scuola ha potuto, pertanto, andare in pensione con 62 anni e 3 mesi di età ed almeno 35 anni di contributi o, in alternativa, con quarant’anni di contributi senza tener conto dell’età anagrafica purché maturati entro il termine del 2011 e, in ogni modo, prima del trascorrere deiquaranta mesi dall’entrata in vigore della legge Fornero (201 del 2011, articolo 24).

Pensioni, settima salvaguardia: varranno solo i congedi del D.lgs 151/2001

L'articolo 265 della legge di Stabilità 2016 autorizzal’emanazione della settima legge di salvaguardia , nella quale vienedisposto, espressamente, che potranno chiedere di andare in pensione solo i contribuenti che, nell’anno 2011, avevano ottenuto i congedi previsti dal comma 5 dell’articolo 42, del D.lgs.

numero 151 del 2011 entro il 60esimo mese successivo all’entrata in vigore della Fornero, ma non fa alcun riferimento, rispetto a quanto avvenuto nelle precedenti salvaguardie, alla legge 104 del 1992.Pertanto, scrive Italia Oggi, la conferma ufficiale si avrà proprio con l’emanazione della settima salvaguardia allorquando il personale scuola verrà privato di uno strumento pensionistico giustificato dal dover prestare servizio in condizioni di disparità per la necessità dell’assistenza di un familiare disabile.