Le ultime novità al 13 gennaio sulla riforma Pensioni arrivano da Enrico Zanetti, sottosegretario all'economia, che torna a parlare di flessibilità, ma usando parole che hanno sollevato polemiche e sdegno tra i lavoratori ed in particolare tra i precoci.Zanetti, ospite nella trasmissione 'DiMartedì'andata in onda su La 7, ha espresso la sua opinione rispondendo al giornalistaFriedman, che lo incalzava sulla necessità di agire sul sistema pensionistico italiano rendendolo più flessibile al fine di ridurre la disoccupazione giovanile.

Ecco le parole che hanno provocato amarezza e delusione, specie tragli iscritti al gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti' che confidavano in misure ad hoc nel 2016.

Pensioni, ultime news Zanetti: flessibilità non è tra le priorità, precoci al palo anche nel 2016?

Enrico Zanetti ha detto in diretta a 'Dì Martedì' che al momentola flessibilitànon può essere consideratauna dellepriorità del Governo. Il motivo è semplice, dice il sottosegretario al Mef, se vi sono poche risorse in campo previdenziale è bene destinarle a chi il lavoro lo ha perso ed è senza reddito, piuttosto cheutilizzarle per mandare in pensione chi il lavorolo ha ancora, ma vorrebbe andare in pensione prima.

Seppur, aggiunge, la richiesta di un'uscita anticipata sia condivisibile e comprensibile dopo aver lavorato 40/41 anni.La flessibilità e la tanto desiderata quota 41 per i precoci, nonostante la comprensione, non risulterebbero dunquetra le priorità del Governo,sebbene sembri esserci una discrepanza con quanto asserito fino alla fine del 2015 da Matteo Renzi.

Riforma pensioni, news al 13/1: Governo fa dietrofront su flessibilità?

Il premier aveva assicurato che il 2016 sarebbe stato l'anno della flessibilità, così come asserito anche pochi giorni fa da PaolaDe Micheli, sottosegretario al Mef, che nel corso della puntata a 'Mi manda Raitre' e in un post aveva ribadito, rassicurando esodati, precoci e donne, che la grande sfida che il Governo si era postoper il2016 era proprio la flessibilità in uscita.

Damiano aveva chiesto a Renzi, nei giorni scorsi su facebook, di mantenere la parola data nel 2015 e di aprire un tavolo di confronto sul versante previdenziale. I lavoratori basiti dalle ultime dichiarazioni pubbliche di Zanetti, si chiedono, confrontandosi su Facebook, quale siano le reali intenzioni del Governo e continuano a ribadire fermamente che 41 anni di lavoro devono essere considerati più che sufficienti per accedere alla pensione.

Il premier come risolverà questo empasse, come risponderà ai lavoratori?

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