Il Presidente della Commissione lavoro alla Cameraha partecipato nella serata di ieri all'evento "Insieme si può", organizzato dal Comitato opzione donnadopo l'intervento correttivo approvato con la legge di stabilità 2016. Particolare rilievo è stato dato all'impegno sociale svolto dalla Commissione negli ultimi anni: "termini come esodati e opzione donna erano sconosciuti. Sono diventati mediaticamente una cosa che capiscono tutti perché abbiamo fatto una battaglia che è riuscita a penetrare nelle coscienze.

Ha convinto i media che quello era un argomento, ormai non potevano più fare a meno di risolvere quel problema". Resta però ancora molto da fare, spiega l'On. Damiano."Impiegare due miliardi e mezzo per correggere una circolare è insensato. Purtroppo si fanno cattive leggi, leggi ingiuste e circolariingiuste. Io vorrei che tuttala battaglia che taluni dell'Inps stanno conducendo sulla cosiddetta trasparenza (che secondo me crea solo allarme sociale), la dedicassero a correggere le circolari sbagliate.

Non abbiamo bisogno di due Ministri del lavoro, ne basta uno".

Pensioni 2016, resta ancora necessario intervenire sul tema della flessibilità

Stante la situazione, per il Presidente della Commissione lavoro appare chiaro che resta ancora molto da fare nelcomparto. "Non abbiamo risolto tutto" sottolinea l'esponente della minoranza Dem riferendosi al nododel quarto trimestre, mentre ricordache intanto vanno monitorate le attuali richieste di pensionamento con opzione donna.

"Dobbiamo arrivare a settembre sapendo quel che si è speso e per quante persone [...] perché con i dati di avanzo noi dobbiamo salvare le donne che compionoi fatidici anni nel quarto trimestre del 2015". Per quanto concerne invece l'attività parlamentare dei prossimi mesi"non abbiamo finito, abbiamo un altro chiodo fisso sul quale vogliamo scommettere molto e si chiama flessibilità del sistema pensionistico.

Quindi noi avremo un'altra grandissima battaglia, ma non dobbiamo dimenticare di seguire passo a passo quello che abbiamo realizzato". L'intento espresso è quello di arrivare ad un negoziato con il Governo e con i tecnici per garantire maggiori possibilità di uscita dal lavoro in età avanzata."Vogliamo sederci ad un tavolo perché noi siamo in grado di dimostrare (conti alla mano) che con la flessibilità, consentendo alle persone di poter scegliere liberamente se vogliono uscire a 62 anni con 35 di contributi e tagliando dell'8% il loro assegno, possiamorisolvere un quesito, un problema".

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In conclusione, "la nostra generazione deve poter andare giustamente a riposare in pensione lasciando il postoai propri figli: noi questa battaglia la faremo".

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