Mentre continua il dibattito politico, economico e sindacale sulla riforma Pensioni che il Governo Renzi dovrebbe realizzare entro quest'anno, nuovi dati dell'Istat offrono un ulteriore contributo alla discussione. E' stimato in 13.647 euro (quasi 1.140 euro al mese) il reddito medio pensionistico netto dei pensionati italiani. Considerando tutti gli assegni previdenziali erogati, la metà dei beneficiari riceve mediamente meno di 12.532 euro (circa 1.045 euro al mese).

Istat: nel 2014 16,3milioni pensionati (-134mila)

Questi alcuni dei dati emersi dall'indagine dell'Istituto nazionale di statistica nel report intitolato "Le condizioni di vita dei pensionati 2013-2014" diffuso oggi (4 gennaio 2016). Per i pensionati laureati, è stato evidenziato nel dossier dell'Istat, il reddito lordo pensionistico è più che doppio di quello dei pensionati senza diploma o laurea o con al più la licenza elementare. Il reddito pensionistico medio dei laureati è di quasi 2.490 euro al mese mentre quello de pensionati che hanno al massimo la licenza elementare è di 1.130 euro; tutto dipende dalla tipologia del lavoro svolto e dall'entità dei contributi versati.

Un altro dei dati emersi dal report dell'Istat è che nel 2014 sono stati rilevati meno pensionati con pensioni lievemente più consistenti che per numerose famiglie italiane costituiscono l'unica fonte di reddito a disposizione. Nel 2014 i pensionati italiani sono diminuiti fino a raggiungere quota 16,3 milioni segnando un - 134.000 rispetto all'anno precedente, mentre il reddito previdenziale lordo di 17.040 euro segna un + 400 euro rispetto al 2013.

Il 52,9% dei beneficiari di pensione è costituito da donne che in media percepiscono assegni di quasi 6.000 euro inferiori rispetto a quelli degli uomini.

Riforma pensioni 2016, attese promesse di Renzi

Questi i nuovi dati dell'Istat sulle pensioni erogate con la legge Fornero che ad inizio 2016 danno un ulteriore contributo statistico al dibattito in corso sulla riforma pensioni che il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti hanno promesso di realizzare entro l'anno, anche se ancora non è chiaro quali siano le misure elaborate - o comunque le preferite tra le proposte esistenti - per inserire nuovi criteri di flessibilità in uscita dal lavoro per garantire a tutti l'accesso alla pensione anticipata a 62 anni senza eccessive penalizzazioni sugli assegni pensionistici.

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