E' un concorso non voluto, almeno così come è stato concepito dal governo e dalla legge 107: la parola 'boicottaggio' ricorre sempre più spesso nei gruppi social, nonostante ci si renda conto che il concorso rappresenta un'opportunità per la propria stabilizzazione.

Vi abbiamo parlato, qualche giorno fa, delle durissime dichiarazioni rese alla stampa da Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera dei Deputati per Fratelli d'Italia, in merito alla procedura che verrà adottata per il concorso pubblico. Il parlamentare ha incontrato il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per discutere proprio questo argomento e per chiedere che la maxi selezione venga bandita per soli titoli come avviene in molti concorsi riguardanti la Pubblica Amministrazione.

Scuola ultime news 30/1: Rampelli 'Vogliamo un concorso per titoli'

Fabio Rampelli, pur ringraziando il numero uno del Miur per la disponibilità, ha sottolineato come sia difficile confrontarsi con le vedute della maggioranza. L'esponente di An/Fratelli d'Italia ha rimarcato l'importanza del concorso per titoli ed esami come giusto riconoscimento nei confronti dell'esercito di docenti abilitati che ogni giorno stanno garantendo l'apertura delle scuole in tutta Italia, nonostante i sacrifici e nonostante, soprattutto, le umiliazioni subite dallo Stato riguardanti i vergognosi ritardi nel pagamento degli stipendi.

Concorso scuola 2016: 'Cambiate i punteggi, sono inadeguati e offensivi'

Secondo Fabio Rampelli, questa è la vera meritocrazia, non quella sbandierata ai quattro venti dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini, parlando di valutazione degli insegnanti: i punteggi che verranno riconosciuti ai fini della partecipazione al concorso 2016 sono offensivi e assolutamente inadeguati se rapportati al comportamento professionale e alla qualità del servizio offerta dai docenti.Per questo motivo, è stato chiesto che la tabella punteggi per il concorso venga rivista al più presto.

Infine, l'onorevole Rampelli ha contestato duramente l'obbligatorietà dei quesiti in lingua inglese, anche e soprattutto per quei docenti che non lo insegnano: 'Speriamo che il ministro rifletta - ha concluso il deputato - e che si dimostri meno altezzosa rispetto a quanto evidenziato durante il nostro incontro'.

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