Sta per completarsi l’iter di approvazione del Decreto del Presidente della Repubblica sulla riforma delle classi di concorso nella Scuola, necessarie per catalogare le discipline che potranno essere insegnate da un candidato alle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Agli istituti dell’infanzia e primaria, continuerà a valere, per l’abilitazione, la laurea in Scienze della formazione primaria.

Il nuovo schema delle classi di concorso è previsto in approvazione venerdì prossimo, 15 gennaio 2016.

Lo scrive Il Sole 24 Ore di oggi, che informa del superamento dei pareri sia del Consiglio di Stato che del Parlamento.

Classi di concorso nella scuola, riduzione e accorpamenti: cosa cambia nell’abilitazione?

La prima novità, già ampiamente anticipata, è la riduzione del numero delle classi di concorso che passerà dalle attuali 168 a 114 attraverso l’accorpamento di alcune materie affini. La classe A 12, relativa all’insegnamento della materia letteraria nelle scuole di secondo grado, accorperà ben diciassette discipline relative alla laurea magistrale che andranno dall’antropologia culturale all’insegnamento della storia dell’arte.

Questo vuol dire che chi avrà il titolo di laurea in ciascuna di queste materie, potrà accedere al percorso abilitante per insegnare lettere alle scuole superiori. Farà eccezione chi conseguirà la laurea magistrale in antropologia: per l’abilitazione sarà necessario accumulare anche un numero di crediti pari ad ottanta in percorsi universitari di lettere e di storia.

Nuove classi di concorso: cosa succede per i docenti già abilitati e di ruolo?

Importanti, poi, sono le novità per gli insegnanti già di ruolo e per quelli che non lo sono: i primi, infatti, sono già effettivi su una classe di concorso che potrebbe essere accorpata ad altre. In tal caso, gli insegnanti diventeranno titolari della classe di concorso che risulterà dall’unione con le altre. Per i docenti non di ruolo che dovessero essere già abilitati per una classe di concorso unita, potranno partecipare al prossimo concorso nella scuola candidandosi per la nuova classe risultante dalla riforma.

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